Tutti gli articoli di Dario Seglie

Presidente del CDI - Centro di Documentazione Ipotenusa Direttore Scientifico della Rivista " L'Ipotenusa"

Lumen Vitae – Rivista massonica degli anni ‘950

Lumen Vitae – Rivista massonica degli anni ‘950.

LUMEN VITAE – La prima copertina della Rivista Massonica del G.O.I. Roma, anno I – N 1, Gennaio 1954. Si noti come il titolo sia “Lumen”; diverrà “Lumen Vitae” dal N. 2 del Febbraio 1954.

Da una antica collezione privata di riviste massoniche (si ringrazia il Dr. Gianni Scialanga) abbiamo avuto la possibilità di avere a disposizione la completa prima annata del 1954.

Prossimamente, le prime dodici Riviste del 1954 di “Lumen Vitae” saranno messe on line in formato e-book a disposizione del pubblico. 

LUMEN VITAE – INDICE ANNATA I – 1954

La rivista Lumen Vitae, organo del Grande Oriente d’Italia, rimase attiva fino al 1959, quando cessò le uscite e fu sostituita da L’Ipotenusa che venne distribuita per alcuni anni come rivista nazionale per volere del Gran Maestro Giordano Gamberini.

Copertina della Rivista L’Ipotenusa 1959-1964 – Volume in ristampa anastatica, 2010

La rivista L’Ipotenusa, fondata da Augusto Comba e da Riccardo Sacco nel 1959 proseguì le pubblicazioni e, tranne qualche breve interruzione, continuò ad essere edita fino ad oggi.

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Mario Misul (1936 – 2020) – In Memoriam

Mario Misul

Il Grande Oriente d’Italia abbruna i labari per il passaggio all’Oriente Eterno dell’ex Gran Maestro Aggiunto Mario Misul

Il Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani abbruna i Labari per il passaggio all’Oriente Eterno del carissimo fratello Mario Misul. Nato il 21 dicembre del 1936 a Torino, ingegnere, dirigente Olivetti, venne iniziato nella Loggia Galileo Ferraris nell’aprile del 1964 per poi passare alla Costantino Nigra di Ivrea nel 1994. Nel corso della sua lunga militanza nell’Istituzione, ha ricoperto importanti incarichi a livello circoscrizionale nel Collegio Piemonte-Valle d’Aosta ed a livello nazionale, dove è stato Gran Maestro Aggiunto nella Giunta Raffi dal 1999 al 2003. Membro onorario di numerose Officine piemontesi ha sempre trasmesso con umiltà e saggezza i valori della Fratellanza.
Il Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani nel ricordo di questo illustre fratello si stringe in catena attorno ai familiari e ai suoi fratelli di Loggia della Costantino Nigra di Ivrea. Fu anche un alto esponente del RSAA; in Piemonte e Valle d’Aosta fu sempre ascoltato e seguito. Fu insignito dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce Scozzese e Membro onorario del Supremo Consiglio.

Il Centro di Documentazione Ipotenusa si inchina al suo passaggio all’Oriente Eterno.

R.I.P.

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Il Capodanno Celtico è arrivato; Un Nuovo Ciclo sta Cominciando

IL CAPODANNO CELTICO E’ ARRIVATO; UN NUOVO CICLO STA COMINCIANDO

IL DILEMMA DELL’ETERNO RITORNO O DELL’ETERNA PROGRESSIONE

UN SOLSTIZIO PERSONALE

Dario Seglie

Tutti gli uomini e le donne vorrebbero poter guardare lo scorrere della vita come si guarda un film sullo schermo; il cambiamento di scena, di tempo e di spazio danno allo spettatore un potere che costituisce una parte del fascino della cinematografia: lo spettatore si sente “fuori”, è come un demiurgo che resta fermo mentre tutto cambia. Ma fuori dal buio metafisico della sala di proiezione, l’umanità ripiomba nella vita che scorre, che cambia, che muta microsecondo per microsecondo. L’attuale nostra cultura e civiltà è ormai persuasa di percorrere una via rettilinea, in qualche caso definita progresso, che sposta l’esperienza alle nostre spalle, in una sorta di lago del tempo nel quale tutto viene inghiottito, dagli eventi storici a quelli personali della microstoria di ognuno e di tutti. Ma quale è allora il senso delle stagioni, dei mesi, del succedersi degli anni ? La azioni rituali che ci coinvolgono, anche inconsciamente, ripetitive, come i compleanni e principalmente i capodanni, ci fanno tornare ad epoche remote, quando il tempo non si rappresentava con una linea retta tra due assi cartesiani, ma con una ruota che, come un fiabesco carillon, riporta “a nuovo” ogni giro che finisce e che ricomincia.

***

Il braccio del suonatore di organetto è stanco di far girare la manovella, il disco perforato è fermo, la musica è cessata, la scimmietta non balla più.

Questa scena rappresenta la vita, ma anche il ritmo degli eventi. I Celti, oltre due millenni or sono, in queste stesse nostre contrade alpine, nella notte tra il 31 di Ottobre il 1° di Novembre celebravano il Capodanno (Samhain), con feste notturne caratterizzate da grandi fuochi attorno ai quali la gente ballava, cantava, mangiava e beveva. La luce dei fuochi era indispensabile perché in quella notte, proprio quando un ciclo annuale finiva e ne incominciava un altro, le forze del Caos potevano squarciare il tempo dell’Ordine e quindi irrompere nel mondo dei vivi mescolandovi anche i morti. Questa irruzione andava contrastata con appositi rituali, con barriere di fuoco e di fiori, come i girasoli apotropaici messi a guardia sui frontoni delle case, con colori chiari dipinti sugli architravi per impedire il prevalere delle forze delle tenebre. Col sorgere del sole e con l’inizio del nuovo anno, il ciclo riprendeva il suo cammino normale. Si ristabiliva l’Ordine ed il Caos era nuovamente allontanato dalla vita degli uomini: Ordo ab Chao, come recitano le antiche formule.

Ma vi è un altro Capodanno che si avvicina, quello che celebreremo a due mesi da oggi, subito dopo Natale. Ma anche qui attingiamo a ritmi stagionali antichissimi, questa volta legati al Sole, l’astro che dà vita e calore, il corpo celeste che ogni giorno nasce e muore, in una infinita ciclicità. Ma è proprio a Natale che pareva agli antichi, grandi osservatori del cielo, che il Sole stesse perdendo luce e calore e che le tenebre sopravanzassero. Il Sole è al punto più basso nei cieli di Mezzogiorno: è il giorno più corto dell’anno, la notte più lunga ! Allora occorrono riti, preghiere, invocazioni, sacrifici, offerte affinché il Dio Sole risorga e torni a dominare e sorreggere la vita degli uomini.

Siamo giunti al Solstizio d’Inverno, al punto del ciclo cosmico dove il Dio rinasce, per i popoli dell’emisfero settentrionale; è il Natale di Mitra, di Gesù. E’ festa, l’augurio del buon Anno Nuovo è sottolineato dallo scambio di doni che, anche se non giungono dall’ estremo Oriente a dorso di cammello e simbolicamente ricchissimi, ma sono più prosaicamente recapitati da un express courier, da un postino, da un commesso di vineria o di libreria, fanno ugualmente il miracolo: ci fanno capire che il ciclo riparte, che la vita non si sviluppa secondo una traiettoria rettilinea, ma secondo una successione di eventi che eternamente ritornano, descrivendo non una circonferenza bensì una spirale, dove ad ogni giro si percorrono tempi e spazi mai percorsi prima.

Il nostro ciclo personale, anche se oggi la biochimica ed altre tecnologie ci consentono di percorrere un po’ più di strada, è pur sempre un attimo nell’immensità del tempo universale. Ed allora concediamoci il lusso di una pausa, un Solstizio personale, per riflettere sui valori autentici che possono portare un piccolo ma indispensabile contributo alla costruzione del futuro, di un futuro fondato sulla pace e sulla tolleranza, dono di Buone Feste per noi, ma soprattutto per i nostri figli e per i figli dei nostri figli. E per i figli delle case accanto, bianchi, gialli, rossi e neri.

Le ricorrenze dei Santi e dei Morti, collocate all’inizio di un nuovo ciclo agrario con San Martino di Tours che taglia il mantello, cioè separa l’anno vecchio da quello nuovo, ci connettono alle epoche passate per guardare al futuro.

Blue skies for our children and for our children’s children.

Dario Seglie

1° Novembre 2020

21 Dicembre 2020

Quintino Sella (1827 –1884) Scienziato, Statista e Massone ?

QUINTINO SELLA

(1827 –1884) Scienziato, Statista e Massone ?

Giovanni Ferraris

Quintino Sella è nato il 7 luglio del 1827 a Sella di Mosso (Biella), ottavo dei venti figli di Maurizio e di Rosa Sella. La famiglia era ivi attiva nel settore laniero fin dal Seicento; dal 1835 trasferisce a Biella la propria attività e costruisce il complesso posto in sponda sinistra del torrente Cervo ora sede della Fondazione Sella onlus e di attività connesse con la Banca Sella. Dopo la morte del padre nel 1844, Quintino coadiuva il fratello Giuseppe Venanzio nella gestione dell’azienda, sebbene professionalmente impegnato come scienziato e statista. Nel 1853 Quintino sposa la cugina Clotilde Rey, che gli darà sette figli. All’età di 57 anni muore il 14 marzo 1884 nella sua abitazione di Biella; è sepolto nel cimitero monumentale di Oropa in una tomba a forma di piramide, un’architettura che ha alimentato la convinzione di una sua appartenenza alla Massoneria.

Domenico Morelli, Ritratto di Quintino Sella. Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino.

Secondo i piani della famiglia, Sella frequenta il corso di laurea in matematica presso l’Università di Torino e si laurea in ingegneria idraulica nel 1847 sotto la guida del prof. Carlo Ignazio Giulio. Accetta quindi la proposta di questi e si reca a Parigi presso l’École des Mines per approfondire gli studi in campo minerario, settore allora fondamentale per il Regno Sabaudo. A Parigi, affascinato dall’insegnamento del prof. Henri Sénarmont, si appassiona agli aspetti cristallografici della Mineralogia. Ritornato in patria, pur impegnato dal governo sabaudo in campo minerario, nel dicembre del 1852 viene nominato professore di Geometria applicata alle arti presso il Regio Istituto Tecnico di Torino che, per suo impulso, diventerà Scuola di Applicazione per gli ingegneri nel 1859, precursore del Politecnico di Torino fondato nel 1906. Dal 1853 insegna anche Matematica presso l’Università di Torino. In tale periodo Quintino si applica allo studio cristallografico dei minerali in stretto contatto con Sénarmont e l’allievo di questi, Alfred Des Cloizeaux, intrattenendo con entrambi un proficuo scambio epistolare.

In particolare Sella è attratto dagli aspetti matematici della Cristallografia ottenendo prestigiosi riconoscimenti internazionali. Dal 1854 al 1861 si concentrano quasi tutti i suoi lavori scientifici nel campo della cristallografia teorica e di quella morfologica. Il ruolo internazionale di Sella tra i padri della cristallografia è definitivamente sancito nel 1906, quando i suoi più importanti contributi cristallografici sono ripubblicati in tedesco. Gli è dedicata la specie minerale sellaite.

 

Mai nella sua vita Sella tralascerà la sua passione per la Cristallografia e la scienza in generale che, tra l’altro, egli servirà alla grande rifondando l’Accademia nazionale dei Lincei a Roma capitale dell’Italia unita; dal 1874 al 1884 fu presidente della rifondata accademia che aveva le sue radici nel primo Seicento. Tuttavia, nel 1860 Sella cede alle pressioni di Camillo Cavour e viene eletto deputato del collegio di Cossato; da allora l’impegno politico diventerà per lui prioritario quale autorevole rappresentante della Destra storica. Ministro delle Finanze nel 1862 e nel 1864, quando, unico caso nello stato italiano, porta al pareggio il bilancio statale anche proponendo provvedimenti impopolari quali l’imposta sul macinato. Nel 1870 presenta il progetto di legge volto all’istituzione delle casse di risparmio postali; verrà approvato nel maggio del 1875. Ancora Ministro delle Finanze dal 1869 al 1873. Nel 1873 viene eletto presidente del consiglio provinciale di Novara, carica che gli verrà riconfermata fino alla fine dei suoi giorni. Nel 1881 fallisce un suo tentativo di formare un nuovo esecutivo.

Diario della salita al Monviso, di Quintino Sella – 1863

Appassionato alpinista, nel 1863 a Torino Sella e una quarantina di soci fondano il Club Alpino che due anni dopo diverrà Club Alpino Italiano.

A Quintino Sella è intitolata la Camera capitolare del RSAA, all’Or:. di Biella. Pure l’obbedienza della Gran Loggia d’Italia gli intitola una loggia, sempre a Biella. Tuttavia, non esiste documentazione che ne comprovi l’affigliazione alla Massoneria. Sulla questione lasciamo la parola allo storico della Massoneria Augusto Comba che ha scritto quanto segue. “Su un’ipotetica qualità massonica di Quintino Sella corsero sempre molte voci, rese apparentemente plausibili dall’azione decisiva svolta da lui nel 1870 per troncare il problema di Roma e quindi del potere temporale del papato, e dall’impostazione scientifica del suo pensiero. Ma nella misura in cui ci è stato possibile esplorare la stampa e i documenti massonici del secolo scorso non abbiamo trovato conferma di una tale qualità, bensì piuttosto espressioni sparse di ammirazione verso di lui dei massoni, simili peraltro a quelle dedicate a personaggi eminenti della democrazia e del pensiero laico. Sembra peraltro che non vi siano dubbi su quanto sopra, considerando la duplice testimonianza resa con molta chiarezza in proposito da Corradino, figlio di Quintino Sella, e resa nota da Venanzio, cugino di Corradino, in una lettera all’Eco di Biella del 22 novembre 1973. I documenti qui riportati consistono anzitutto in una lettera del 30 aprile 1931 di Corradino a Venanzio, che rievoca un suo colloquio col padre, avvenuto verso il 1880, in cui venne messo in guardia contro l’eventuale proposta di farsi massone, con queste parole: “Nel caso, spero bene che tu, dati i consigli, precetti, ed anche esempi che ti dò continuamente, tu non vorrai affiliarti alla Massoneria. Tu conosci 1a mia avversione profonda alle società segrete, ove entrando non conosci tutto ciò a cui ti impegni, e che vincolerebbe la tua libertà. Tu sai la mia massima di dire sempre la verità e quindi di non essere vincolato da altri a tacerla, come pure di non subire imposizioni per favorire una od altra persona”.”

Un caso analogo a quello di Sella per l’intitolazione di logge massoniche (N. 10 Or di Vercelli e N. 17 Or di Torino) ad un noto personaggio di cui non vi sono prove di affiliazione alla Massoneria è Galileo Ferraris (1847-1897) di cui ho trattato in un mio articolo su L’Ipotenusa (vedi bibliografia). La fama di persona generosa che, a beneficio dell’umanità, non aveva brevettato la sua importante invenzione del motore elettrico a campo magnetico rotante, ben corrispondeva agli ideali massonici, cosicché scrivevo: “Non è strettamente necessario che Galileo Ferraris sia stato iniziato alla Massoneria per giustificarne l’elevazione a simbolo da parte dell’Istituzione.”

Si può concludere che il mito di Sella massone è maturato in un’epoca in cui la presenza massonica nelle istituzioni italiane era assai diffusa e si identificava con le convinzioni laiche, talvolta anticlericali, di una illuminata e preparata classe dirigente, anche credente, ma convinta della necessità di una netta separazione tra Stato e Chiesa. In questa categoria di ipotetici Massoni, localmente, oltre a Quintino Sella e a Galileo Ferraris, ricordo qui Giovanni Faldella (1846-1926) che con entrambi fu in relazione (vedi il mio articolo su Sella citato in bibliografia). Sottolineo che nessuno dei tre figura nell’elenco digitalizzato di affiliati alla Massoneria consultabile presso gli archivi del Grande Oriente d’Italia (GOI), elenco che, seppur con lacune, risale almeno al 1870. L’ipotesi di affiliazione alla Massoneria di Faldella, prolifico ed apprezzato scrittore della Scapigliatura, deputato e senatore, che abitava a Saluggia, è rafforzata dalla sua frequentazione di casa Ferraris nella confinante Livorno Ferraris. Localmente il salone di tale casa signorile è tuttora ritenuto luogo di riunione di una loggia massonica attiva in quell’epoca; la convinzione si basa sulle decorazioni del salone interpretate come simboli massonici, quando invece chiaramente rappresentano arte e mestieri. In epoca precedente la loggia di casa Ferraris sarebbe stata frequentata anche dal medico romagnolo Luigi Carlo Farini (1812-1866), affiliato al GOI, che si trasferì esule in Piemonte nel 1849 dopo la caduta della Repubblica Romana; dal 1852 fu medico a Saluggia per qualche anno.

Bibliografia

Augusto Comba, Quintino Sella e la massoneria, in “Quintino Sella tra politica e cultura 1827-1884, Atti del convegno nazionale di studi (Torino, 24-25-26 Ottobre 1984)”, a cura di Cristina Invernizzi, pp. 309-313. Torino, 1986.

Giovanni Ferraris, La R:. L:. Galileo Ferraris N. 10 Or:. di Vercelli, “L’Ipotenusa”, vol. 22, pp. 71-78. Pinerolo, 2010.

Giovanni Ferraris, Quintino Sella tra matematica, cristallografia e mineralogia, “Atti dei Convegni Lincei”, vol. 269, pp. 207-235. Roma, 2013.

Guido Quazza, L’utopia di Quintino Sella. Torino, 1992.

Notte (1738) dell’artista William Hogarth

Notte (1738) dell’artista William Hogarth, quarta e ultima incisione di una serie intitolata “I Tempi del Giorno“.

William Hogarth’s Night (1738), the fourth and last engraving of a series entitled “Times of the Day”.

Notte dell’artista William Hogarth , quarta e ultima incisione di una serie intitolata “I Tempi del Giorno(1738) è di particolare interesse per i massoni, perché “… se l’intera intenzione è burlesca o satirica, la taverna può essere identificata come Rummer and Grapes , Channel Row, Westminster, Londra, luogo d’incontro della Loggia n. 4 dal 1717 al 1723. ” George W.Speth, (30 aprile 1847-19 aprile 1901, membro fondatore della Quatuor Coronati Lodge No. 2076 e Segretario per i suoi primi quattordici anni), suggerisce che l’immagine sia di Hartshorn Lane, Charing Cross; la figura principale, che indossa un collare con la squadra, sia Sir Thomas de Veil, Maestro Venerabile della prima Loggia di Hogarth, che si riuniva a Vine nel 1729, e la figura di scorta, nelle vesti di Copritore con spada, chiave e lampada, sia il fratello Montgomerie, il Grande Copritore. Notare la figura a destra che impugna una scopa, possibile allusione alla pratica di disegnare simboli sul pavimento della stanza della loggia e lavarli via quando la loggia veniva chiusa.

Night – incisione di William Hogart, 1738.
Londra, Westminster, il Fr. Copritore, con spada, lampada e chiave,scorta il Maestro Venerabile.

William Hogarths Night, the fourth and last engraving of a series entitled “Times of the Day” (1738) is of especial interest to freemasons, for “…if the whole intention is burlesque or satire, the tavern may be identified as the Rummer and Grapes, Channel Row, Westminster, London, the meeting place of Lodge No. 4 from 1717 to 1723.” George W. Speth (April 30, 1847 – April 19, 1901, a founding member of Quatuor Coronati Lodge No. 2076, and secretary for its first fourteen years) ,suggests that the picture is of Hartshorn Lane, Charing Cross; the principal figure, wearing a collar with square, is Sir Thomas de Veil, a Master member of Hogarth’s first Lodge, meeting at the Vine in 1729 and the supporting figure, in Tyler’s regalia with sword, key and lamp, is Bro. Montgomerie, the Grand Tyler. Note the figure on the right holding a mop, a possible allusion to the practice of drawing symbols on the lodge room floor and washing them off when the lodge was closed.

George William Speth (1847 – 1901)

George William Speth (1847-1901).
Membro fondatore della Loggia Quatuor Coronati n ° 2076, e il segretario per i suoi primi quattordici anni, è stata sua un’idea di formare un Circolo di Corrispondenza per la loggia.

Willian Hogarth (1697-1764)

Un artista inglese meglio conosciuto per il suo set di otto incisioni intitolato “A Rake’s Progress”, pubblicato nel 1735, Hogarth ha anche progettato il Gioiello del Gran Sorvegliante per la Gran Loggia d’Inghilterra.

Il dipinto di Hogarth “Night”, inciso da Charles Spooner, è ben noto ai massoni come burlesque o satira di un certo numero di membri della prima loggia di Hogarth. Loggia Hand & Apple Tree, Little Queen Street: 1725

Gran Sorvegliante: 1734

Willian Hogarth (1697-1764)
Un artista inglese meglio conosciuto per il suo set di otto incisioni intitolato “A Rake’s Progress”, pubblicato nel 1735

Willian Hogarth (1697 – 1764)

An English artist best known for his set of eight engravings entitled “A Rake’s Progress”, published in 1735, Hogarth also designed theGrand Steward’s Jewel for the Grand Lodge of England.

Hogarth’s painting Night, engraved by Charles Spooner, is well known to Freemasons as a burlesque or satire of a number of members of Hogarth’s first Lodge.

Lodge at the Hand & Apple Tree, Little Queen Street: 1725
Grand Steward: 1734.

Gran Loggia 2020 – Lo stand de L’Ipotenusa

Nei giorni 11, 12, 13 Settembre 2020 si è svolto al Pala-Congressi di Rimini, il consueto appuntamento annuale  dei Maestri Venerabili del Grande Oriente d’Italia, riuniti in Gran Loggia. I lavori della grande riunione (c.a 2000 Fratelli) si sono svolti in completa sicurezza, secondo le norme contro il Corona virus Covid-19.

Le Riunioni rituali si sono svolte sotto la Presidenza del Gran Maestro Stefano Bisi, coadiuvato dai membri della Gran Giunta.

Nell’apposito salone dedicato agli stand librari, con ottimo risalto, è stato allestito da Gianni Gamba quello de L’IPOTENUSA, sempre presente negli anni durante le Gran Logge del GOI.

Rimini – Palazzo dei Congressi
Gran Loggia 2020 – Lo stand de L’IPOTENUSA

Quest’anno anche con mascherina e gel idroalcolico per disinfettare le mani. Grande l’interesse dimostrato dai visitatori per le edizioni del CDI – Centro di Documentazione IPOTENUSA, fondato nel 1959 dagli indimenticabili  Augusto Comba e Riccardo Sacco, con sede in Pinerolo.

2021: la Nuova Serie de L’IPOTENUSA – Il layout della copertina

 

2021: la Nuova Serie de L’IPOTENUSA – Il layout della copertina

Il restyling della Rivista L’Ipotenusa ha anche comportato un nuovo layout della copertina che, mantenendo l’impianto fondamentale col triangolo rettangolo nell’angolo in alto a sinistra, opera della Prof.ssa Tere Grindatto dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino che lo ha ideato nel 2000, si presenta ora arricchito con l’inserimento di una illustrazione a tutto campo che cambia ad ogni numero. Anche il formato della rivista è stato un po’ aumentato: 180 x 270 mm. La Rivista trimestrale viene spedita agli abbonati per posta, in busta chiusa ed opaca, per rispettare la privacy dei sottoscrittori.

Dario Seglie

Direttore Scientifico della Rivista L’Ipotenusa

Il nuovo layout della Copertina de L’Ipotenusa

La nuova Collana di Libri de L’IPOTENUSA – Il primo: “I VIAGGI DI CIRO” di ANDREW RAMSAY

La nuova Collana di Libri de L’IPOTENUSA – Il primo: “I VIAGGI DI CIRO” di ANDREW RAMSAY

La nuova Collana di Libri de L’ipotenusa vuole essere uno strumento di cultura massonica, iniziatica e tradizionale. Potrà trattarsi di libri inediti o di testi classici ormai scomparsi ed introvabili, ma sempre fondamentali per coloro che intendono apprendere ed approfondire le loro conoscenze.

Con questo primo testo si presenta un classico di un autore celeberrimo: Andrew Michael Ramsay (Ayr, 1686 – St. Germain-en-Laye, 1743),  Nel 1727 Ramsay pubblica la sua opera più celebre,  I Viaggi di Ciro, testo ancora oggi oggetto di approfondimento e dibattito nelle società iniziatiche.

La figura di Andrew Ramsay è sovente ricordata quale personaggio simbolo della nascita della moderna Massoneria, ma i suoi molteplici interessi ed il versatile ingegno lo condussero a numerosi traguardi, molti dei quali di enorme prestigio come la nomina a Fellow della Royal Society e la laurea ad honorem dell’Università di Oxford. Tali successi, sono certamente premessa di una vivace esperienza di vita incentrata sulla continua ricerca di risposte alle incalzanti domande dell’Uomo: tale fermento interiore, insieme a molto di quanto sappiamo della sua esistenza lo dobbiamo proprio agli aneddoti della sua vita.

la riedizione dal testo italiano Ottocentesco è opera, attenta e filologicamente precisa, curata da Piero Boldrin.

La Prefazione, ampia e dotata di una ricca Bibliografia, di opere prevalentemente contemporanee, è di Gianmichele Galassi.


Andrew Ramsay - I viaggi di Ciro
Il lavoro e la vita di Ramsay sono espressione intellettuale e politica dell’inquietudine generazionale del primo settecento europeo. Oltre all’ambizioso tentativo – non riuscito – di rendere i principi massonici base dottrinale di una nuova monarchia riformata in Francia, sostenne e promulgò un esteso dibattito sui principi morali e politici utili ad una vasta riforma europea, prima attraverso il suo Saggio filosofico sul Governo Civile, poi con I Viaggi di Ciro.
Prezzo: € 25,00
Quantità:  

 

Piero Boldrin: In Memoriam

Piero Boldrin – In Memoriam

Quando mi è stato dato l’input di scrivere un in memoriam per Piero, mancato repentinamente nella notte del 18-19 Settembre 2020, la mia prima reazione è stata non posso, non voglio; ma a mente fredda cerco ora di tracciare un piccolo ricordo, uno squarcio di vita vissuta, di consuetudine e di grande amicizia maturata nel corso di tanti anni di mutua fraterna frequentazione.  Le sue sfavorevoli condizioni fisiche, la forte zoppia e la accentuata lordo-cifosi-scogliosi, non influivano sul suo carattere solare ed ottimista, e quindi l’approccio interpersonale non dava luogo, nei Fratelli, ad atteggiamenti di compassione o si semplice aiuto da boy scout. La sua grande cultura in ogni ramo dello scibile umano, aiutata da una formidabile memoria, non l’aveva distolto da un atteggiamento umile ed aperto. Partecipava sempre alle discussioni, intervenendo autorevolmente in quelle semplici, e specialmente se complesse, portando un sagace, sapiente contributo, sempre propositivo e costruttivo fondato sulla tolleranza e sulla libertà per tutti e per ognuno. Conosceva, per aver fatto esperienza personale addentrandosi in molte dimensioni del pensiero esoterico, le scuole di pensiero che -tra filosofia ed antropologia- trattavano dei massimi sistemi che allietano ed affliggono l’umana condizione. Frequentò i Martinisti, i Teosofi, il Rito di York, il Rito Simbolico, prima del RSAA del quale aveva la massima considerazione. Particolare attenzione aveva dato all’epopea dei Cavalieri Templari, non tanto sotto il profilo storico quanto sotto quello della componente spirituale, rappresentata dal motto dell’Ordo Templi stabilito da Bernardo di Chiaravalle -che aveva fatto suo- : Non nobis Domine, non nobis, sed nomini tuo dà gloriam –  “Non a noi, o Signore, non a noi, ma al tuo nome dai gloria”. Abile oratore, si prodigava, durante le riunioni conviviali anche come “barzellettiere”, storielle che sapeva raccontare con vivace teatralità e risultati esilaranti. Quando ero presente a tavola io avevo preso l’arbitrio di fargli un segno con la mano con tre dita alzate; Piero amava farmi fare l’amichevole compare inquisitore: “Piero ne racconterai solo tre !”. Egli sempre mi rassicurava, rassicurava i commensali e dava inizio alla prima storia. Goliardicamente, durante le conviviali l’avevo ri-battezzato Boldrake (sulla falsariga di Mandrake, il famoso personaggio dei fumetti, ideato da Lee Falk, che fece il suo esordio sui quotidiani statunitensi nel 1934. Ne era molto fiero, Lui appassionato anche di fumettistica, quando mi telefonava esordiva “Sono Boldrake” !

La sua dipartita lascia un vuoto incolmabile tra i suoi Amici e Fratelli; resta un rimpianto triste e dolce. Ciao Piero, prode Cavaliere del Tempio.

Dario Seglie
Presidente del Centro di
Documentazione Ipotenusa
Direttore scientifico
della Rivista L’Ipotenusa

Piero Boldrin
Piero Boldrin (1948 – 2020)

Non a noi, o Signore, non a noi, ma al Tuo nome dai gloria

Nella notte fra il 18 e il 19 settembre 2020 ci ha lasciati una persona importante. Una delle colonne ispiratrici del Centro Studi Silvio Pellico e della casa editrice Marcovalerio, che al Centro Studi fa riferimento. Piero Boldrin non era soltanto un curatore e un grande suggeritore di contenuti e di proposte, ma era un maestro capace di indicare la via. Del Centro Studi Silvio Pellico fu fondatore e presenza discreta ma sagace, dal sapere enciclopedico, dallo spirito ecumenico. Uomo di molti libri e di molti sentieri, tutti percorsi con approfondita umiltà e determinata pulsione alla verità.

Un cavaliere Templare della cultura e dei rapporti umani. Mai in prima fila eppure sempre discretamente e simpaticamente presente. È mancato con la stessa discrezione e umiltà che aveva caratterizzato la sua intensa vita spirituale.

Uomo capace di sedere accanto a cardinali e atei, a conservatori e rivoluzionari, senza mai venire meno alla sua identità e alla sua profonda comprensione dell’animo umano. A lui dobbiamo la gioia delle riunioni associative e interminabili discussioni sulle collane di saggistica esoterica, campo nel quale era sempre un profondo e documentato consulente e collaboratore, in grado di stabilire nessi fra discipline e percorsi di conoscenza, attingendo a una cultura immensa e profonda.

Piero Boldrin affrontò la sofferenza del suo fisico provato con gioia cristiana, egli che percorreva altre strade spirituali. Con profonda tristezza lo salutiamo. Con profonda gioia e riconoscenza lo commemoriamo, perché la sua vita è stata un dono per tutti coloro che lo hanno incontrato e conosciuto.

Marco Civra
Presidente del Centro Studi Silvio Pellico
Direttore editoriale Marcovalerio Edizioni

 

Programma di lavoro e piano editoriale 2021

CDI – Centro di Documentazione Ipotenusa

Nuovo corso 2021 della Rivista L’Ipotenusa ed il sito web


PROGRAMMA DI LAVORO E PIANO EDITORIALE 2021

Il Centro di Documentazione Ipotenusa, con sede in Pinerolo, TO, Italia, ha – tra i suoi molteplici compiti- privilegiato da sempre, cioè dalla sua fondazione avvenuta nel lontano 1959, la redazione e divulgazione della Rivista L’Ipotenusa incentrata sugli Studi Massonici e Tradizionali.

Nell’era della digitalizzazione e delle reti informatiche Internet, un sito web si è imposto come necessario. Deve essere ben costruito, dare tutte le informazioni richieste da chi lo consulta, essere maneggevole e di gradevole aspetto. Inoltre deve anche offrire una banca dati ed una newsletter per gli eventi collegati alle tematiche della Rivista: Congressi, convegni, meeting, webinar, presentazioni di libri, tavole rotonde, concorsi, conferenze, ecc.

Lux lucet

In connessione con il nuovo sito web, anche la Rivista L’Ipotenusa assume una veste rinnovata, grafica e contenutistica, aumentando il formato con un’impaginazione più accattivante e dinamica. Oltre alla cura e selezione delle tematiche degli articoli, opera dei migliori scrittori di Massoneria, Esoterismo e Studi Tradizionali, anche il corredo iconografico viene particolarmente selezionato con un’impaginazione dinamica ed adeguata all’era presente. Si vuole offrire alla Comunione Massonica, ed al pubblico interessato, uno strumento culturale, aperto, di alto profilo ma attento al livello di comprensione e di buona accessibilità generale. La lunghissima tradizione ultra sessantennale della Rivista “L’Ipotenusa” è la garanzia che la rotta tracciata dagli indimenticabili Maestri del passato sarà mantenuta e proiettata verso il futuro.

Il Centro di Documentazione Ipotenusa, che per molto tempo si è concentrato quasi esclusivamente sulla pubblicazione della Rivista trimestrale, ora mira a riaprire settori più ampi di intervento e ad esplorare nuove vie con azioni ampie e coinvolgenti.

Una nuova Collana di testi massonici e tradizionali, anche con la ristampa di testi classici fondamentali e sempre attuali, ma ormai introvabili o inaccessibili. Ovviamente, saranno pubblicati in duplice formato, cartaceo e in modalità elettronica di E-book, oggi in grande espansione per la facilità di archiviazione e per il costo contenuto.

Un campo che si vuole aprile è quello dei webinar, seminari attuati in modalità a distanza via web, con piattaforme tipo Google Meet, Webex, Zoom, ecc.

Si possono attuare presentazioni di libri, creare corsi di formazione a distanza sulle tematiche tradizionali, conferenze in streaming, tavole rotonde, dibattici tematici, ecc.

Non appena la situazione sanitaria lo permetterà, si pensa di organizzare eventi in presenza, (seminari, convegni, conferenze, presentazione di pubblicazioni, visite guidate, ecc.).

 

Rimini, GL 2018 – Il GM Stefano Bisi allo stand de L’Ipotenusa.
(da sin. ) Gianni Gamba, Dario Seglie, Stefano Bisi.

La Rivista L’Ipotenusa si avvale di un Editore professionista (Marco Valerio Editore) e di uno Staff di Redattori i quali fungono anche da blind Referee.

Rimini GL 2018.(A destra) Eleftherios Diamantaras di Atene, Garante d’Amicizia del GOI presso la Gran Loggia di Grecia, autore di articoli per la Rivista L’Ipotenusa, allo stand della Rivista dialoga con Gianni Gamba del CDI.

L’attività del Centro di Documentazione Ipotenusa e la Rivista periodica saranno sempre incardinate all’interno delle linee direttive generali del GOI, recependone ogni input.

Il Presidente del CDI
Dario Seglie