Reflections on 300 years of Freemasonry: Presentazione degli Atti

Reflections on 300 years of Freemasonry

John S. Wade (a cura di)

Lewis Masonic, London, 2017

 

Atti del Congresso organizzato nel 2016 dalla Loggia “Quatuor Coronati” – UK

 

In occasione dei trecento anni della massoneria speculativa si sono tenute molteplici iniziative. La loggia di ricerca più importante al mondo, la Quatuor Coronati, nel settembre del 2016 ha organizzato un convegno di livello internazionale (tenutosi al Queen’s College dell’Università di Cambridge) i cui atti sono stati raccolti nel volume che qui presentiamo.

Si tratta di un’opera imponente sia sul versante prettamente numerico dei contributi e sia per la quantità di temi che vengono affrontati. Per tale motivo, ci limiteremo a segnalare, in maniera concisa, i vari saggi pubblicati.

Il primo intervento, ad opera di James Campbell, si focalizza sulle vicende che hanno portato all’edificazione della Freemasons’ Hall a Londra. Segue poi un lavoro, a cura di Gerald Reilly, sul processo di urbanizzazione, in età vittoriana, della città di Harwich (nell’Essex) e sul ruolo che in esso hanno giocato i massoni.

Martin Cherry, invece, illustra l’evoluzione iconografica del frontespizio nelle diverse edizioni delle Costituzioni di Anderson e di Ahiman Rezon, mentre Barry Hoffbrand si occupa dei ritratti e delle immagini raffiguranti John, secondo duca di Montagu, primo Gran Maestro di retaggio aristocratico. Altro saggio su queste tematiche è quello di Hilary Anderson Stelling, che prende in esame le brocche di fabbricazione inglese di tema libero muratorio.

In ambito letterario troviamo lo studio di A. Lentin, il quale si occupa di un’opera utopica, intitolata Un viaggio nella terra di Ophir (1783-84), ad opera del principe ed accademico russo Michail Ščerbatov.

Rimanendo nell’ambito della carta stampata, Yasha Beresiner prende in esame la stampa satirica britannica e le vignette che mettono alla berlina la libera muratoria. Lo studio della voce “massoneria” all’interno dell’enciclopedia britannica è, invece, l’oggetto del lavoro di Antony Baker, cui seguono le disamine di Robert Peter sull’Arte Reale e i giornali nel XVIII secolo e di Andreas Önnefors sul periodico The Freemasons’ Magazine (1793-1798).

All’interno del volume troviamo poi due saggi che affrontano il ruolo giocato dai Gran Maestri della Gran Loggia d’Inghilterra e i rapporti della libera muratoria con la famiglia reale britannica (a cura, rispettivamente di John Wade e Paul Calderwood). Sempre sul versante biografico abbiamo la vita del costruttore di strumenti matematici Jonathan Sisson (1692-1749), ad opera di Steven Smith, lo studio di Andreas Rizopoulos su Augusto duca del Sussex e i suoi rapporti con la Grecia e, grazie a Susan Mitchell Sommers e Andrew Prescott, nuovi dati sulla vita di James Anderson. Alla luce di tali nuove informazioni, questi ultimi autori rivisitano i primi anni di vita della massoneria inglese.

Sono poi presenti alcune analisi che ricostruiscono le vicende di singole officine (è il caso di Jonathan Dowson e la storia della Jerusalem Lodge) o di singoli territori della Gran Bretagna (si veda lo studio di Michael Beacham sull’isola di Guernsey).

Troviamo inoltre due saggi che si occupano di studiare l’inquadramento burocratico-amministrativo britannico: quello di Aubrey Newman sulla storia e la trasformazione delle Gran Logge Provinciali e quello parallelo di Diane Clements, invece, riguardante gli annuari provinciali della Gran Loggia d’Inghilterra pubblicati tra il 1860 e il 1920.

Robert Cooper prende in esame, invece, l’impatto della fondazione della Gran Loggia d’Inghilterra sulla massoneria scozzese e, a sua volta, quale sia stato l’influsso di quest’ultima sulla neonata istituzione. In maniera similare, S. Brent Morris si interroga sull’impatto che l’Arte Reale ha avuto sugli Stati Uniti e su come essi abbiano a loro volta influito sulla storia dei Riti e degli ordini cavallereschi.

Sulla stessa falsariga, Richard Gan ricostruisce lo sviluppo e la diffusione della Massoneria del Marchio (Mark Master), del Rito Scozzese Antico ed Accettato, della Croce Rossa di Costantino, della Societas Rosicruciana in Anglia, dell’Ordine Reale di Scozia, dei Maestri Reali ed Eletti e dei Gradi Massonici Alleati. John Acaster, invece, si occupa dei primi documenti prodotti dall’Arco Reale, nella versione adottata dai Moderni, nella seconda metà del XVIII secolo.

Vi sono poi altri due articoli che concludono questa disanima: quello di John Belton sulla diffusione incontrollata di gradi e Riti verificatasi nel mondo anglosassone a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo e quello di Jan Snoek sulle Letture di Harodim e i Rituali dell’Arte scritte da William Preston e i loro influssi sulla ritualità della Gran Loggia Unita d’Inghilterra.

Un’intera sezione del volume viene dedicata ai rapporti massonici nell’anglosfera. James Daniel, infatti, analizza il processo di diffusione, crisi, indipendenza e riassetto delle Gran Logge Distrettuali, figlie dell’impero coloniale britannico. Ronald Buch-Smith, invece, affronta la storia della Union Lodge 247, situata nella Guyana britannica (America Latina).

Sempre su questo filone vi è il saggio di Michael Allan, il quale, però, focalizza il proprio sguardo sull’isola Mauritius. Restando nel continente africano, Kenneth Marcus presenta ai lettori le relazioni tra le differenti Obbedienze in Sud Africa.

Per quanto riguarda l’emisfero australe Kent Henderson si dedica alle origini della massoneria nel continente australiano a cavallo del XIX secolo, mentre Mike Kearsley si occupa della formazione della Gran Loggia della Nuova Zelanda nel 1890.

Nel volume trovano spazio cinque saggi sulla massoneria americana. Il primo, a cura di Aimee Newell, si focalizza, sui primi dieci anni di vita della Gran Loggia del Massachusetts (1733-1743). Il secondo, invece, grazie al contributo di Ric Berman, ci offre uno spaccato della comunità massonica settecentesca nelle colonie schiaviste della Georgia e South Carolina. Il terzo, scritto da Mark Tabbert, racconta la storia del tentativo di conferire il titolo di Gran Maestro degli Stati Uniti d’America a George Washington. L’ultimo, presentato da John Cooper III, si interroga sul rapporto tra la libera muratoria e la costruzione di un’identità nazionale utilizzando come caso particolare l’esperienza californiana. A corollario vi è la disamina di Brian Price della massoneria di Prince Halle e del suo fondatore.

Sono inoltre presenti articoli che affrontano la penetrazione massonica in aree come l’Europa orientale a seguito della caduta del muro di Berlino (si veda il brano di Peter Hoffer) o in Asia. Quest’ultima parte di globo è l’oggetto di studio di Anthony Atkinson, che riporta una affresco dell’intera regione, di Lisa Hellman, che riporta il caso specifico di Canton, e di Roeinton Khambatta che ci rende edotti dei primi passi compiuti dalla massoneria britannica in India.

Non mancano, inoltre, articoli, come quello di Susan Snell, in cui si illustrano le collezioni e le rarità messe a disposizione del pubblico da parte della Library and Museum of Freemasonry di Londra, o che affrontano questioni come il rapporto con l’autorità religiosa e le dittature.

Per quanto riguarda i rapporti con la Chiesa Cattolica, sono presenti due saggi. Il primo, di Maxine Gilhuys e Lucio Artini, si concentra sulla fondazione della prima loggia sul suolo italiano, o per meglio dire all’interno della Gran Ducato di Toscana, e il processo intentato a Tommaso Crudeli. Il secondo, invece, di Fabio Venzi, affronta il tema delle scomuniche papali e delle accuse di satanismo. Parallelamente, David Peck ritorna sul tema dell’antimassonismo, ponendo, in questo caso, al centro della sua indagine il nazismo.

Giunti alla fine di questo schematico ma esaustivo elenco, ci permettiamo di segnalare, la presenza di due interventi ad opera di due collaboratori del CRSL-M: Demetrio Xoccato ed Emanuela Locci. L’articolo della Locci, frutto dei suoi studi sulla massoneria nel bacino del Mediterraneo, è un’indagine storica sulla prima loggia di lingua inglese nell’Impero Ottomano, mentre Xoccato si sofferma sulle articolate relazioni intessutesi tra la Gran Loggia d’Inghilterra e il Grande Oriente d’Italia nel periodo compreso tra l’unificazione e la Prima guerra mondiale.

Si tratta di due analisi che dimostrano il gran interesse riscontrato a livello internazionale delle ricerche storiche promosse dal Centro e che impreziosiscono ancora di più un’opera collettanea di grandissima levatura.

Una coincidenza singolare: Grecia – Italia, 1881 – 1981

Gentili Lettori del sito web de L’Ipotenusa,

consentitemi di farvi parte di una coincidenza singolare.

Ecco la foto di una medaglia che abbiamo trovato tra le cose che la vedova del recentemente scomparso Fr. Sergio Santiano (ex MV negli anni ‘980 della RL Savorgnan N. 587 all’ Or. di Pinerolo) ci ha consegnato.

La medaglia porta le scritte:

1881 – 1981

 Σ . ‘ .  ΣΤ . ‘ .  ΠΙΤΑΓΟΡΑΣ

A P . 8

Medaglia celebrativa; centenario 1881 -1981 della Fondazione della RL “Pitagora” N. 8 all’Or. di Atene, Grecia

Sul recto della medaglia c’è PITAGORA seduto tra due colonne e le scritte che significano R. ‘ . L.’ . PITAGORA N. 8 (Numero 8 = ΑΡΙΘΜΟΣ 8, abbreviato in AP. 8).

Essa fu consegnata al nostro antico MV Sergio Santiano nel 1981 ad Atene, quando la Loggia greca celebrò il suo centenario.

Rimini GL 2018. Eleftherios Diamantaras di Atene, Garante d’Amicizia del GOI presso la Gran Loggia di Grecia, autore di articoli per la Rivista L’Ipotenusa.

Queste informazioni, vista la foto, le ha trasmesse telefonicamente da Atene il Fr. Eleftherios Diamantaras, Gran Rappresentante d’Italia presso la Gran Loggia di Grecia; egli ricorda la cerimonia e la presenza del nostro antico MV, perché la RL Pitagora N.8 è la sua Loggia madre ed egli era presente all’evento; oggi egli è attivo presso la RL ‘Garibaldi’ N. 130 (italofona) sempre all’Or. di Atene.

Le vie del destino probabilmente non sono casuali.

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Dario Seglie
Presidente e Direttore Scientifico
Rivista “L’Ipotenusa” – www.lipotenusa.it

ONU – Nazioni Unite – Dichiarazione Universale dei diritti umani.

10 dicembre, giornata dei diritti umani

Il 10 dicembre 1948 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, riunita a Parigi, con la risoluzione 217 A approvò la Dichiarazione Universale dei diritti umani. Fu una grande conquista di civiltà, che il mondo intero ricorda  ogni anno in questa data, scelta nel 1950 per celebrare quell’evento. Una conquista, alla quale la Massoneria contribuì fortemente e la cui  forza motrice, in qualità di presidente e di membro con maggiore influenza della Commissione delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, fu Eleanor Roosevelt, moglie di Franklin Delano Roosevelt,  libero muratore, eletto presidente degli Stati Uniti nel  1933. Eleanor nel 1946  fu nominata delegato presso le Nazioni Unite dal Presidente Harry Truman, anche lui massone, che salì alla Casa Bianca dopo la morte di Franklin Roosevelt nel 1945. In qualità di capo della Commissione per i Diritti Umani, Eleanor Roosevelt svolse un ruolo molto importante nella formulazione della Dichiarazione.

Eleanor Roosevelt, Presidente della Commissione ONU, mostra la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, New York, 1948

Degli allora 58 membri dell’Assemblea dell’Onu 48 votarono a favore del documento –  Afghanistan, Argentina, Australia, Belgio, Birmania, Bolivia, Brasile, Canada, Cile, Cina, Colombia, Costa Rica, Cuba, Danimarca, Ecuador, Egitto, El Salvador, Etiopia, Filippine, Francia, Grecia, Guatemala, Haiti, Islanda, India, Iran, Iraq, Libano, Liberia, Lussemburgo, Messico, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Nicaragua, Norvegia, Pakistan, Panama, Paraguay, Perù, Repubblica Dominicana, Siam, Svezia, Siria, Regno Unito, Stati Uniti d’America, Turchia, Uruguay e Venezuela-  8 paesi si astennero – Arabia Saudita, Bielorussia, Cecoslovacchia, Jugoslavia, Polonia, Russia, Sudafrica e Ucraina – 2 paesi non parteciparono al momento del voto: Yemen e Honduras, nessun paese votò contro.

Il documento, che è alla base  di molte delle conquiste civili del XX secolo, ha come fonte  i Quattordici punti redatti dal presidente Woodrow Wilson nel 1918 e i pilastri delle Quattro Libertà enunciati da Franklin Delano Roosevelt nella Carta Atlantica del 1941. La Dichiarazione costituisce anche  l’orizzonte ideale della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea del 7 dicembre del 2000 e che dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona il primo dicembre 2009 ha valore legale  vincolante per i Paesi della UE. Diviso in sette capitoli, il documento enuncia nel preambolo  le cause storiche e sociali che portarono alla sua stesura. Gli articoli 1-2 stabiliscono i concetti basilari di libertà ed eguaglianza; Gli articoli 3-11 stabiliscono altri diritti individuali; Gli articoli 12-17 stabiliscono i diritti dell’individuo nei confronti della comunità; Gli articoli 18-21 sanciscono le libertà fondamentali (libertà di pensiero, di opinione, di fede religiosa e di coscienza, di parola e di associazione pacifica);Gli articoli 22-27 sanciscono i diritti economici, sociali e culturali; I conclusivi articoli 28-30 definiscono aspetti generali ed ambiti in cui non possono essere applicati, in particolare che non possano essere usati contro i principi ispiratori della dichiarazione stessa.

Il testo della  Dichiarazione è disponibile nelle lingue ufficiali delle Nazioni Unite, cioè cinese, francese, inglese, russo e spagnolo.

Eccone gli articoli

Preambolo

Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo;Considerato che il disconoscimento e il disprezzo dei diritti umani hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell’umanità, e che l’avvento di un mondo in cui gli esseri umani godano della libertà di parola e di credo e della libertà dal timore e dal bisogno è stato proclamato come la più alta aspirazione dell’uomo; Considerato che è indispensabile che i diritti umani siano protetti da norme giuridiche, se si vuole evitare che l’uomo sia costretto a ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l’oppressione;Considerato che è indispensabile promuovere lo sviluppo di rapporti amichevoli tra le Nazioni;  Considerato che i popoli delle Nazioni Unite hanno riaffermato nello Statuto la loro fede nei diritti umani fondamentali, nella dignità e nel valore della persona umana, nell’uguaglianza dei diritti dell’uomo e della donna, ed hanno deciso di promuovere il progresso sociale e un miglior tenore di vita in una maggiore libertà;  Considerato che gli Stati membri si sono impegnati a perseguire, in cooperazione con le Nazioni Unite, il rispetto e l’osservanza universale dei diritti umani e delle libertà fondamentali; Considerato che una concezione comune di questi diritti e di questa libertà è della massima importanza per la piena realizzazione di questi impegni;

L’ASSEMBLEA GENERALE

proclama

la presente dichiarazione universale dei diritti umani come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società, avendo costantemente presente questa Dichiarazione, si sforzi di promuovere, con l’insegnamento e l’educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne, mediante misure progressive di carattere nazionale e internazionale, l’universale ed effettivo riconoscimento e rispetto tanto fra i popoli degli stessi Stati membri, quanto fra quelli dei territori sottoposti alla loro giurisdizione.

Articolo 1

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Articolo 2

Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.

Articolo 3

Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.

Articolo 4

Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.

Articolo 5

Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti.

Articolo 6

Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica.

Articolo 7

Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad una eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad una eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione.

Articolo 8

Ogni individuo ha diritto ad un’effettiva possibilità di ricorso a competenti tribunali contro atti che violino i diritti fondamentali a lui riconosciuti dalla costituzione o dalla legge.

Articolo 9

Nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato.

Articolo 10

Ogni individuo ha diritto, in posizione di piena uguaglianza, ad una equa e pubblica udienza davanti ad un tribunale indipendente e imparziale, al fine della determinazione dei suoi diritti e dei suoi doveri, nonché della fondatezza di ogni accusa penale che gli venga rivolta.

Articolo 11

Ogni individuo accusato di un reato è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie per la sua difesa.

Nessun individuo sarà condannato per un comportamento commissivo od omissivo che, al momento in cui sia stato perpetrato, non costituisse reato secondo il diritto interno o secondo il diritto internazionale. Non potrà del pari essere inflitta alcuna pena superiore a quella applicabile al momento in cui il reato sia stato commesso.

Articolo 12

Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesione del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.

Articolo 13

Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato.

Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese.

Articolo 14

Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni.

Questo diritto non potrà essere invocato qualora l’individuo sia realmente ricercato per reati non politici o per azioni contrarie ai fini e ai principi delle Nazioni Unite.

Articolo 15

Ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza.

Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua cittadinanza, né del diritto di mutare cittadinanza.

Articolo 16

Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all’atto del suo scioglimento.

Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi.

La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato.

Articolo 17

Ogni individuo ha il diritto ad avere una proprietà sua personale o in comune con altri.

Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua proprietà.

Articolo 18

Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell’insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell’osservanza dei riti.

Articolo 19

Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

Articolo 20

Ogni individuo ha diritto alla libertà di riunione e di associazione pacifica.

Nessuno può essere costretto a far parte di un’associazione.

Articolo 21

Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti.

Ogni individuo ha diritto di accedere in condizioni di eguaglianza ai pubblici impieghi del proprio paese.

La volontà popolare è il fondamento dell’autorità del governo; tale volontà deve essere espressa attraverso periodiche e veritiere elezioni, effettuate a suffragio universale ed eguale, ed a voto segreto, o secondo una procedura equivalente di libera votazione.

Articolo 22

Ogni individuo, in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale, nonché alla realizzazione attraverso lo sforzo nazionale e la cooperazione internazionale ed in rapporto con l’organizzazione e le risorse di ogni Stato, dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità.

Articolo 23

Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell’impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.

Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro.

Ogni individuo che lavora ha diritto ad una rimunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, da altri mezzi di protezione sociale.

Ogni individuo ha diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.

Articolo 24

Ogni individuo ha diritto al riposo ed allo svago, comprendendo in ciò una ragionevole limitazione delle ore di lavoro e ferie periodiche retribuite.

Articolo 25

Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in altro caso di perdita di mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.

La maternità e l’infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza. Tutti i bambini, nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della stessa protezione sociale.

Articolo 26

Ogni individuo ha diritto all’istruzione. L’istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L’istruzione elementare deve essere obbligatoria. L’istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l’istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito.

L’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l’amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l’opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.

I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli.

Articolo 27

Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici.

Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.

Articolo 28

Ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti e le libertà enunciati in questa Dichiarazione possano essere pienamente realizzati.

Articolo 29

Ogni individuo ha dei doveri verso la comunità, nella quale soltanto è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità.

Nell’esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno deve essere sottoposto soltanto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge per assicurare il riconoscimento e il rispetto dei diritti e delle libertà degli altri e per soddisfare le giuste esigenze della morale, dell’ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica.

Questi diritti e queste libertà non possono in nessun caso essere esercitati in contrasto con i fini e principi delle Nazioni Unite.

Articolo 30

Nulla nella presente Dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di un qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare un’attività o di compiere un atto mirante alla distruzione di alcuno dei diritti e delle libertà in essa enunciati.

Giornata Mondiale dei Diritti Umani – Ogni anno, il 10 Dicembre

(ds)

14 Dicembre: genetliaco di Michel Nostradamus, illustre personaggio del XVI secolo

Nostradamus

LA CASA NATALE DI NOSTRADAMUS

St-Rémy-de-Provence – Francia

Saint-Rémy-de-Provence, Francia. Targa sulla facciata della casa natale di Nostradamus. Foto courtesy Antonio Las Heras.

In questa casa nacque il 14 Dicembre 1503 Michel de Nostredame. Era il primogenito dei figli del notaio Jeame de Nostredame e di Réyniere de Saint-Rémy, entrambi di origine ebrea. Suo bisnonno materno, proprietario di questa casa, fu medico e clavario (tesoriere) della Città.

Michel crebbe in una famiglia agiata e colta; durante le sua infanzia a Saint-Rémy-de-Provence ricevette una istruzione molto superiore a quella media, apprendendo specialmente le basi della matematica e dell’astronomia. Egli amava percorrere la campagna del circondario e restò tutta la vita affascinato dai paesaggi della Catena delle Alpille e segnato dalle “Antiques” (archi e mausoleo romano di Saint-Rémy) che egli evocò regolarmente nei suoi scritti. Dopo aver studiato nelle prestigiose Università di Avignone e di Montpellier, divenne un medico reputato, sperimentando, con qualche successo, rimedi contro la peste a base di semplici piante medicinali.

Si auto-soprannominò alla latina “Nostradamus” col significato letterale “diamo ciò che è nostro” col significante “trasmettiamo il nostro sapere”.

Nostradamus fu innanzitutto un umanista, scienziato, poeta, amico degli intellettuali.

Le “Profezie” di Nostradamus

Le sue “Profezie” redatte a partire dal 1555 a Salon-de-Provence, città in cui si era installato dopo le sue seconde nozze, gli conferirono una immensa rinomanza. Divenne il protetto della Regina Caterina de Medici che lo nominò nel 1564 “Medico ordinario del Re di Francia” e “Consigliere della Regina”.

Morì nel 1566 lasciando un’opera estremamente ricca, sia sul piano scientifico con i suoi trattati di medicina, sia letteraria con le sue “Profezie”.

Resta uno degli autori più letti nel mondo.

 

Michel de Nostradamus.
Dipinto per opera di suo figlio Cesar

Pinerolo: ritrovato il più antico tempio massonico

Inquadramento storico della Massoneria a Pinerolo

La Libera Muratoria è presente a Pinerolo da oltre due secoli e mezzo, ed è tra le più antiche d’Italia.

Apportatrice di nuove idee, la Massoneria trovò -nella seconda metà del secolo XVIII- terreno favorevole per costituirsi e svilupparsi nella Città che fu dei Principi d’Acaja-Savoia, nel XIV secolo prima Capitale del Piemonte.

Fig. 1Pinerolo (Pignerol) fortificata in una stampa francese del 1650

La prima Loggia Massonica regolare di Pinerolo, di cui si ha notizia certa, fu la Loge de Saint Jean de la Sincère Union, Régiment de Piémont, Oriente del Piemonte Cavalleria, istituita nel 1758. Sebastiano Giraud, nato a Pinerolo il 19 ottobre 1735, medico e professore all’Ateneo torinese, affiliato nel 1758 a Pinerolo nella Loggia militare quando dirigeva l’infermeria del Reggimento, diffusore delle prime puntate dell’illuministica “Enciclopedia” di Diderot e D’Alembert, fu uno degli elementi di maggior spicco; sarà poi condannato a morte, in contumacia, per giacobinismo e congiura antimonarchica.

La seconda Officina a Pinerolo –Pignerol alla francese- porta il nome di St. Jean des Trois Pins, Loggia di San Giovanni dei Tre Pini (nome che richiama quello della città: Pinerolo); essa fu fondata il 22 Luglio 1768, come risulta nei documenti ritrovati dallo scrivente nel 2005 in Savoia, Francia, all’Archivio Dipartimentale di Chambéry.

Tra le personalità che fecero parte di questa loggia militare pinerolese, (non sappiamo dove si riunisse, come per la precedente Officina, ma si può presumere che la Loggia fosse tracciata in un locale della Caserma di Cavalleria fatta costruire nel 1650 dal marchese di Vauban, architetto militare del Re Sole, Louis 14, imperatore di Francia. Della Loggia si annoverano elementi dell’aristocrazia militare di Cavalleria, borghesi e nobili della città di Pinerolo.

Da quanto si può dedurre, la Loge de Saint Jean des Trois Pins ebbe però vita breve perché ritroviamo gli stessi nominativi nel piè di lista del 1771 della Loggia Saint Jean de la Mystérieuse all’Oriente di Torino, in occasione della sua riorganizzazione.

Il principale personaggio della prima massoneria subalpina è il Conte Gabriele Asinari di Bernezzo, comandante del Reggimento delle Guardie di S. M. a Pinerolo, città ove morirà nel 1803. Egli, nel 1775, sostenuto dal Giraud, portò la Massoneria del Piemonte a livello internazionale, sotto la giurisdizione della Gran Loggia di Londra. Nel 1778, a Torino si crea il Grand Orient Sarde avente come Gran Maestro il pinerolese Conte Asinari di Bernezzo, con le Logge costituite all’obbedienza della Grande Mère Loge Nationale Saint Jean des Trois Mortiers di Chambéry in Savoia, già capitale dello Stato Sabaudo.

Dal 1780 al 1794, avvenne il tramonto della Libera Muratoria in Piemonte: il colpo di grazia fu l’emanazione, il 20 maggio 1794 da parte del Re Vittorio Amedeo III di Savoia, di un editto repressivo contro tutte le associazioni, compresa quella dei Liberi Muratori.

A Pinerolo, dopo le dominazioni francesi del 1500 e del 1600 (quest’ultima famosa per essere stata teatro delle vicende legate alla Maschera di Ferro, al moschettiere D’Artagnan ed al cardinale Richelieu che prende Pinerolo nel 1630), durante il periodo in cui la città subalpina ritorna -per la terza volta- possedimento della Francia di Napoleone, nel 1807 viene ricostituita la Massoneria pinerolese con una Loggia denominata St. Jean de la Parfaite Amitié che si installa nell’ex convento di San Domenico o dei Giacobini, in una sala a piano terra. Negli archivi del GOdF-Grand Orient de France a Parigi esiste un documento datato 15 novembre 1806, avente per oggetto: Nécessité de créer une loge a Pignerol; voyons avec faveur le GOdF donner son accord.

Questa Loggia rimane attiva sino alla fine del periodo napoleonico.

Il personaggio di maggior prestigio fu il Commissario e Prefetto della Provincia di Pinerolo Pierre Geymet, già Moderatore della Chiesa Valdese, il quale fu anche il primo Maestro Venerabile della nuova loggia pinerolese.

Fig. 2 – Pierre Geymet, ex Moderatore della Tavola Valdese, Comandante e Prefetto della Provincia di Pinerolo, primo Maestro Venerabile della Loggia St. Jean de la Parfaite Amitié 1807. Ritratto ad olio, Museo Storico Valdese, Torre Pellice

Tra i membri della Loggia dal 1807 al 1814 spiccano nomi illustri: il già nominato Pierre Geymet, Joseph Biffrari, sindaco di Pinerolo, Giovan-Battista Alliaud, medico, Cipriano Appia, commissario (il cui nipote Louis Appia, medico-chirurgo fu co-fondatore con Henry Dunant della Croce Rossa Internazionale), Michele Buniva, scienziato e docente universitario all’Ateneo di Torino, introduttore della vaccinazione antivaiolosa in Piemonte.

Fig. 3 – Acte de Declaration, 17 Août 1807. Costituzione della Loggia St. Jean de la Parfaite Amitié. Archivio Storico della Città di Pinerolo

A Pinerolo la Massoneria viene ricostituita il 30 Novembre 1902, con la rifondazione di una Loggia intitolata Giordano Bruno, precedentemente attiva in Torino dal 1888, in omaggio al filosofo del libero pensiero, torturato e arso vivo sul rogo, come eretico, a Roma, dall’Inquisizione nel 1600.

L’Officina, che si riuniva nel seicentesco Palazzo Porporato di Via Sommeiller, lo stesso edificio dove all’inizio dell’800 vi era la Loggia napoleonica “St. Jean de la Parfaite Amitié”, rimarrà attiva fino all’avvento del fascismo, quando nel 1925 vengono sciolte le Logge, confiscato Palazzo Giustiniani, arrestati, assassinati, mandati al confino molti esponenti della Libera Muratoria. Tra i massoni pinerolesi di inizio secolo spiccano Ferdinando Gabotto, storico illustre e professore all’Università di Torino, fondatore della Deputazione di Storia Patria ancora attiva oggi, Fortunato Gaja, medico e direttore dell’ospedale civile di Pinerolo, Luigi Gavuzzi, imprenditore, Carlo Patrucco, storico e professore, Alberto Pittavino, giornalista e tipografo, Arturo Prever, industriale, Filippo Seves, preside e fotografo, Enrico Zola, presidente del Veloce Club, sodalizio sportivo ancora esistente.

Fig. 4Labaro storico ottocentesco della RL Giordano Bruno 1888, ora RL Mario Savorgnan d’Osoppo n. 587 all’Oriente di Pinerolo

L’ultimo Maestro Venerabile della Loggia Giordano Bruno fu il Conte Mario Savorgnan d’Osoppo, di antichissima famiglia veneta, personaggio che tra Ottocento e Novecento animò la vita culturale e politica di Pinerolo, fondatore della Croce Verde, consigliere della Croce Rossa, assessore comunale, antifascista, socialista, musicofilo. In questi anni frequentarono la Massoneria Pinerolese altri celebri personaggi, tra i quali spicca lo scrittore Edmondo De Amicis che a Pinerolo dedicherà il libro Alle Porte d’Italia, scritto nella Villa Maffei, sulla pinerolese collina di San Maurizio.

Archeologia massonica: la straordinaria scoperta di un antico Tempio a Pinerolo

Alcuni anni or sono un professionista pinerolese, l’Arch. Fioravanti Mongiello, segnalava allo scrivente un enigmatico locale che aveva rinvenuto in un edificio che stava ristrutturando nel centro storico di Pinerolo, e presentò alcune fotografie che mostravano una sala sotterranea alla quale si accedeva da un passaggio nascosto con una botola a pavimento e scala a chiocciola che partiva da una sala del piano terreno e raggiungeva il piano cantinato.

Fig. 5Pinerolo. Il palazzo sei-settecentesco che conserva un antico Tempio Massonico risalente al XIX secolo. (Foto D. Seglie)

Dall’esame delle fotografie fu subito evidente che si trattava di un Tempio massonico, miracolosamente conservatosi nei secoli.

Alcune difficoltà logistiche, legate ai lavori di restauro generale dell’edificio seicentesco, non consentirono un sopralluogo immediato. La proprietà e l’architetto garantirono di conservare e di non alterare i particolari della sala sotterranea. Nel mese di Agosto 2016, fu finalmente possibile ispezionare il locale ed eseguire rilievi fotografici.

Lo scantinato, di circa 50 mq a pianta quadrangolare con volta a botte alta al centro circa 3,40 m, è completamente intonacato. Tutta la volta è dipinta di azzurro e sono ancora infisse alcune stelle metalliche, ormai molto scure e corrose perché ossidate. La parete di fondo e le altre pareti, sono pitturate in rosso scuro; quella di fronte alla porta di ingresso reca una iscrizione che segue l’arco della volta.

Fig. 6 Pinerolo. La botola che consente il passaggio da una sala del piano terreno ai vani sotterranei. (Foto F. Mongiello)

Fig. 7 Pinerolo. La scala a chiocciola per raggiungere i locali sotterranei. (Foto F. Mongiello)

Le singole lettere, alte circa 10 cm, sono tracciate incise secondo una criptografia che i primi scopritori non avevano potuto interpretare. Eseguito il rilevamento preciso di tutti i segni, è incontrovertibilmente risultato che si tratta di lettere dell’alfabeto segreto massonico, in uso fin dal XVIII secolo. Si legge MASSONERIA UNIVERSALE e, più sotto, due acronimi, COM su un lato e IFA dall’altro lato, rimasti -al momento- senza spiegazione in quanto si decifrano solo i tre puntini posti a triangolo, come si usa ancora oggi nelle abbreviazioni massoniche. Il colore ai muri fu dato solo dopo che erano state costruite le boiserie di rivestimento alle pareti, sistemato l’Oriente e gli stalli a Meridione ed a Settentrione, poiché si nota lo stacco tra le zone di colore differente. Sulla volta, sopra il posto che era occupato dal seggio del MV, si vede ancora l’impronta che ha lasciato una probabile applique, forse metallica, col Delta raggiante.

Fig. 8 – Pinerolo. La parete rossa della sala sotterranea, definita Oriente, dove si nota la criptografia che segue l’arco della volta, scritta con le lettere dell’alfabeto massonico; in alto due rimanenti stelle metalliche di quelle che ornavano la volta celeste. (Foto D. Seglie)

Fig. 9 – Pinerolo. Il colore sulle pareti del Tempio fa risaltare a negativo le superfici occupate dai sedili che erano collocati lungo le pareti laterali. In alto la scritta criptica MASSONERIA. (Foto F. Mongiello)

L’ eccezionale ritrovamento e la straordinaria conservazione di questo Tempio fa assurgere questa scoperta a un unicum di archeologia massonica; probabilmente questo edificio è da annoverarsi tra i più antichi locali storici massonici oggi presenti in Italia.

Attribuire l’età di questo Tempio è cosa non facile in quanto non sappiamo dove erano collocati i Templi delle prime due Logge che furono operanti a Pinerolo; quella del 1758, Loge de Saint Jean de la Sincère Union, Régiment de Piémont, Oriente del Piemonte Cavalleria e la seconda del 1768: Loge de Saint Jean des Trois Pins. Essendo logge militari è pensabile che non avessero una sede fissa per potersi riunire in Tornata seguendo gli spostamenti del Reggimento.

Inoltre, la scritta del Tempio è in italiano e non in francese, lingua ufficiale in Piemonte durante il secolo XVIII.

La Loggia successivamente sorta a Pinerolo è del 1807, durante la dominazione francese di Napoleone primo. La Loggia denominata St. Jean de la Parfaite Amitié durerà fino al 1814; la lingua corrente è sempre il francese.

Fig. 10Pinerolo. Criptografia massonica che campeggia sulla parete dell’antico Tempio, ad Oriente, dove si legge: MASSONERIA UNIVERSALE e, più sotto, due enigmatici acronimi, COM su un lato e IFA dall’altro lato.

Col Congresso di Vienna e col ritorno di Pinerolo sotto il dominio di Casa Savoia, dal 1814 la Massoneria viene interdetta negli Stati Sabaudi. Ecco che a questo punto diventa plausibile supporre la creazione di una Loggia segreta, col Tempio accessibile in modo completamente riservato, dove i Fratelli, passando dall’interno dell’appartamento del piano terreno per scendere al piano entroterra attraverso una botola e con la scala a chiocciola, permetteva loro di accedere al locale rituale della Loggia senza che occhi profani potessero vedere i movimenti delle persone. La scritta che campeggia ad arco sulla parete ad Oriente, in italiano, è consona alla lingua in uso in quel periodo negli Stati Sabaudi. Una seconda ipotesi, considerando che il palazzo -dove esiste l’antico Tempio- nel sec. XIX divenne proprietà e dimora dei Conti Savorgnan, potrebbe essere quella di un uso segreto di questo antico locale da parte dei Fratelli Massoni di Pinerolo dopo il 1925, durante la chiusura delle Logge a causa del decreto fascista di Mussolini.

In ogni caso, si tratta di un antico e rarissimo manufatto massonico, un Tempio che è arrivato fino ai giorni nostri, sia pure senza arredi, con le caratteristiche strutture murarie dipinte e istoriate in discrete condizioni di conservazione.

Una autentica rarità per una archeologia urbana massonica che, fino ad ora, ha pochi confronti.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

ADS RDT 26 F: Archivi dipartimentali della Savoia, Bibliothèque de l’Académie de Savoie, Fondo 26 F 1. 26, Chambéry.

ADS BAS 86: Archivi dipartimentali della Savoia, Bibliothèque de l’Académie de Savoie, tomo 86, Chambéry.

Bracco Alberto: La Massoneria piemontese. Ed. Il Punto, Torino, 1996.

Caffaro Pietro: Notizie e documenti della Chiesa pinerolese, 1° Vol. – Tip. Chiantore-Mascarelli, Pinerolo, 1900.

Carutti Domenico: Storia della Città di Pinerolo, 1897. – Atesa Ed., Bologna, 1984. (Ried. Anastatica).

Comba Augusto: Valdesi e Massoneria, due minoranze a confronto. – Ed. Claudiana, Torino, 2000.

De Pinedo Ario (Seglie Dario): La Massoneria in Savoia ed in Piemonte dalle origini al 1814, in L’ipotenusa, N. 6. Pinerolo, 2005.

Maruzzi Pericle: Notizie e documenti sui Liberi muratori in Torino nel sec. XVIII – Bollettino Storico-Bibliografico Subalpino, anno XXX, n. I-II, pag. 115, F.lli Bocca Librai, Torino, 1928.

Maruzzi Pericle: La Stretta Osservanza Templare e il regime Scozzese Rettificato in Italia nel secolo XVIII. – Atanòr, Bologna, 1990.

Menzio Adele: Storia della Massoneria in Piemonte. Settecento – Ottocento, Circolo Culturale Carignano, Torino, 1996.

Morero Vittorio: La Società Pinerolese in cinquant’anni di storia (1900-1950). – Tipografia Giuseppini, Pinerolo, 1964.

Parisi F. Antonio: Lineamenti di storia di Pinerolo, 3 a edizione. – Tipografia PP. Giuseppini, Pinerolo, 1968

Patrucco Carlo: Il Settecento. Pagine di Vita Pinerolese, 1° Vol. – Biblioteca Storica Subalpina, 1899.

Pittavino Alberto: Storia di Pinerolo e del suo circondario. – Tipografia Sociale Ed., Pinerolo, 1886.

Pittavino Arnaldo: Storia di Pinerolo e del pinerolese. – Bramante Ed., Milano, 1963.

Seglie Dario: Cenni di storia della Massoneria a Pinerolo, in Massoneria Oggi. Rivista ufficiale del Grande Oriente d’Italia, Anno V – N. 5-6, Ottobre – Dicembre. Roma, 1998.

Seglie Dario: in AAVV, 250 anni di Massoneria nel Pinerolese (1758 – 2008). Supplemento de L’Ipotenusa n. 12, Pinerolo, Giugno 2008.

Seglie Dario: in AAVV, Pinerolo, cenni di storia della Massoneria dal 1758. Pinerolo, Ottobre 2008.

Vialardi di Sandigliano Tomaso: Contributi per una storia della Massoneria in Piemonte: all’Oriente dei Reggimenti piemontesi, – Studi Piemontesi, Vol. XXX – fasc. 1, pag. 151, Centro Studi Piemontesi, Torino, Marzo 2001.

 

 

Democrazia e altro – Pensare senza corrimano – di Lino Sacchi

DEMOCRAZIA E ALTRO

Pensare senza corrimano

di Lino Sacchi

Se morirà, la nostra democrazia, non sarà
“in una fiammata”. Morirà nel suo letto,
come la contessa ottuagenaria nei film di una volta, sorretta da cuscini e circondata dai dolenti.
Tra i quali mancheranno gli intellettuali,
che si saranno per tempo adeguati al nuovo corso.

Questo libro nasce dall’interesse dell’autore
per un problema che considera più importante del Covid-19 e del cambiamento climatico. Si parla della incertissima evoluzione del nostro sistema di convivenza, alla quale è dedicata la prima parte del libro. Gli scritti brevi che formano la seconda parte sono dedicati ciascuno a un’unica parola, di natura tale da alimentare
discussione e incomprensioni. Chiude il libro
una terza parte più visionaria e divertita, in
cui si rinnova brillantemente l’italica arte del-
la satira.
In qualche misura, l’impostazione del libro è
suggerita dal titolo stesso – una citazione di
Hannah Arendt; la scelta è stata dire l’argomentazione
«politicamente scorretta», visto che del «politicamente corretto» (ormai promosso a pensiero unico) dovremmo averne fin sopra i capelli. Un libro provocatorio e spesso urticante che sovverte molti luoghi comuni e ci invita a leggere la realtà che ci circonda fuori da ogni schema precostituito.

^^^^^^^

Rosalino Sacchi, già ordinario di Geologia
nell’Università degli Studi di Torino, già geologo vagante nella tradizione degli allievi di Ardito Desio, è socio nazionale dell’Accademia delle Scienze di Torino. Un giovanile diploma di socio pianista dell’Accademia Filarmonica di Bologna
gli consente di vantarsi consocio di Amedeo
Mozart. Prolungati studi di geologia dell’Africa sub-sahariana (e marocchina col CeSMAP di Pinerolo e l’INSAP di Rabat) gli hanno consentito di conoscere allo stesso modo il mondo dei ricchi e quello dei poveri, di entrambi maturando una visione disincantata.

Corso Orale di Massoneria Simbolica – di Henri Cauchois – Parigi 1863

 

CORSO  ORALE DI MASSONERIA  SIMBOLICA

di Henri Cauchois

Parigi 1863

Cours oral de franc maçonnerie symbolique, Paris 1863

DAL PREAMBOLO

La Massoneria è stata considerata, in differenti epoche, come nemica del trono e dell’altare, ed è incorsa, di conseguenza, nelle persecuzioni di parecchi sovrani e nelle scomuniche di parecchi papi.

Senza risalire al di là del diciottesimo secolo, ecco l’indicazione sommaria dei principali fatti a tal riguardo:

14 settembre 1737 –Sentenza del Chatelet di Parigi, che proibisce le riunioni massoniche.

04 maggio 1738 -Bolla di condanna e scomunica di papa Clemente XII contro i massoni.

27 dicembre 1738 -Arresto di parecchi massoni riuniti a Parigi per celebrare la festa dell’ordine.

03 marzo 1745 – Ordinanza dei magistrati di Berna contro la Massoneria.

18 maggio 1751 -Conferma di papa Benedetto XIV, della bolla di Clemente XII, rinnovata poi dai papi: Pio VII, Leone XII e Pio IX.

02 luglio 1751 – Editto di Carlo III, re di Napoli, contro i massoni.

21 maggio 1757 – Il F. ‘ . Tournon, Francese è arrestato a Madrid, e gettato nelle prigioni dell’inquisizione, per crimini di massoneria.

21 marzo 1791 – Sentenza dell’inquisizione di Roma, che condanna a morte Cagliostro, creatore del rito egizio.

18 settembre 1814 – L’inquisizione confisca i beni del F. ‘ . Bevilacqua, nella sua qualità di massone.

11 gennaio 1815 – Dichiarazione del grande inquisitore di Spagna, che riporta che i massoni che non si autodenunceranno, saranno trattati seguendo tutto il rigore delle leggi.

9 aprile 1821 – Editto del re di Napoli, che pronuncia la pena di morte contro i massoni, e li fa giudicare dalla Corte marziale.

25 giugno 1823 – Decreto del re del  Portogallo, che sopprime la Massoneria da questo regno.

25 agosto 1823 – Il console generale di Russia, a Londra, ingiunge al vice-console russo dell’impero britannico di rinunciare a far parte dell’istituzione massonica.

21 aprile 1824 – Decreto di Francesco IV, duca di Modena, contro la Massoneria.

10 febbraio 1825 -Cinquanta allievi del collegio di Madrid sono arrestati per aver formato una loggia massonica.

15 ottobre 1825 -M. de Calomarde ingiunge a tutte le autorità spagnole di impiccare, entro tre giorni, ogni individuo arrestato in una loggia di Massoneria, o  dappertutto, all’esterno, se è rivestito dei simboli di questa società.

04 maggio 1838 – Monita et statuta dei vicari apostolici inglesi, interdicono l’iniziazione massonica.

14 gennaio 1839 -Editto del cardinale Firrao, che vieta, sotto pena di morte, negli Stati Romani, le riunioni massoniche.

20 aprile 1842 -Thomas, vescovo di Oléna, in Irlanda, vieta ai confessori di dare l’assoluzione ai massoni.

16 settembre 1842 -L’arcivescovo di Tuan (Irlanda) denuncia, in una bolla, le pratiche della Massoneria come eretiche.

Dal Preambolo

Gli autori di questi atti ignorano dunque, che la Massoneria, non contenta di interdire ai suoi adepti ogni discussione di politica e di religione, prescrive loro il rispetto di tutte le autorità costituite, di tutte le religioni riconosciute? Ecco una di quelle aberrazioni dello spirito umano che il progresso della “luce” sembrerebbe dover rendere possibile, attualmente.

E tuttavia, recentemente ancora, nelle isole Mauritius, dei massoni sono stati privati dei sacramenti della chiesa cattolica e della sepoltura cristiana, per quanto fossero persone raccomandabili, soltanto a causa della loro qualità di massoni.

Che pensare dei ministri, emesso un parere ciecamente? Non è il caso di dire: al G. ‘ .A. ‘ .D. ‘ .U. ‘ .  : “Perdona loro, non sanno quello che fanno?”

Affrettiamoci ad aggiungere che il clero francese ha ben altrimenti e ben meglio compreso la propria missione, quando, su domanda del G. ‘ . O. ‘ . di Francia, ha celebrato, nella chiesa Notre – Dame di Parigi, un servizio funebre per i massoni cattolici ai quali il clero delle isole Mauritius aveva rifiutato le sue preghiere.

Speriamo che ben presto tutti i governi e tutte le religioni comprendano infine che, ben lungi dal nuocere loro, la Massoneria presenta al contrario l’appoggio più utile, poiché possa sviluppare e fortificare tutti i sentimenti umanitari e civici, morali e religiosi.

Permettetemi, concludendo, di ricordare il memorabile esempio che è offerto a tutte le nazioni dalla repubblica Elvetica. Un terreno, appartenente allo Stato, è stato donato dal governo ai massoni di Ginevra, per la costruzione di un tempio massonico alla gloria del     G. ‘ .A. ‘ .D. ‘ .U. ‘ .. Possa questo nuovo tempio della Saggezza ottenere una miglior fortuna di quello di Salomone, perpetuare di anno in anno la dottrina massonica e propagare eternamente le sue opere buone !

H. Cauchois,Parigi 1863 – (Traduzione di Giuseppe Lucatorto)

Il testo completo, tratto dall’originale francese, sarà presto pubblicato, per la prima volta in Italia, dalle Edizioni de L’Ipotenusa. 

(ds)

Logge Storiche Piemontesi- Elenco cronologico dal 1745 al 1923

  1. Collegio Circoscrizionale dei MMVV del Piemonte e Valle d’Aosta- Logo
  2. LOGGE STORICHE PIEMONTESI

  3. (già nel sito web G.O.I.)

  4. (Elenco cronologico aggiornato, Maggio 2005, e Gennaio 2014, a cura di Dario Seglie, Marco Novarino e Paolo Casavecchia)

 

Piemonte, dal 1745 al 1923

 

Oriente Loggia Data

Acqui

(AL)

La Philanthropie 1810
(AL) Staziella 1 1864 circa
(AL) Staziella 2 1911 circa
(AL) Cesare Battisti 1918
Alessandria (AL) Sincère Union

1768

(AL)

La Bienfaisance 1802
(AL) La Paix

1802

(AL)

Les Amis de Napoléon le Grand (nome originario)

Les Amis de Napoléon le Grand du Parfait Accord (nome dal 1810)

1806

(AL) Gagliaudo 1869
(AL) Carlo A. Valle 1884
(AL) Verità e Fede 1892
(AL) Andrea Vochieri 1906
(AL) Verità e Fede – Andrea Vochieri 1913 circa
(AL) Vita Nova 1923 circa
Aosta (AO) Excelsior 1920 circa
Asti

(AT)

La Bienfaisance 1801
(AT) Vittorio Alfieri 1 1864 circa
Alba (CN) Alba Pompeia

1876

(CN)

Cosmopolita 1880 circa
(CN) Vittorio Alfieri 2 1903 circa
Bardonecchia (TO) Giosuè Carducci 1913 circa
Biella (VC) Verità 1903
Casale Monferrato (AL) Saint Jean de la Constante Amitié

1765

(AL) La Candeur 1 1788
(AL) La Candeur 2 1807
(AL) Giosuè Carducci

1908

Cuneo

(CN)

La Parfaite Union

1802

(CN)

L’Heureuse Union 1803
(CN) Roma 1864 circa
(CN) Vagienna (o Vagenne) 1864 circa
(CN) Unità – Libertà 1866
(CN) Vita Nova 1908
Domodossola (NO) Trento e Trieste 1914
Forno Canavese (TO) Liberi Canavesani 1905
Ivrea

(TO)

La Sincère et Parfaite Union 1809
(TO) Progresso (Il) 1899 circa
Mondovì (CN) Fratellanza 1861 circa
(CN) Vita Nova 1905
(CN) Fiamma e Vita 1923 circa
Novara (NO) Ugo Foscolo 1879
(NO) Indipendenza 1888
(NO) Giuseppe Garibaldi 1905
(NO) Iride 1923 circa
Novi Ligure (AL) Domenico Figini 1914
(AL) La Confiance 1745
(AL) La Confiance

1810

Pinerolo

(TO)

(TO)

Saint Jean de la Sincere Union, Régiment de Piemont, Oriente del Piemonte Cavalleria

Saint Jean   des Trois Pins

1758

 ===

 ===

 ===

  ===

1768

 ===

(TO)

St Jean de la Parfaite Amitié

1807  
(TO) Giordano Bruno 1902  
Rivarolo Canavese (TO) Forti e Uniti 1913 circa
Rivoli (TO) Fides 1906
Romagnano Sesia (NO) Fra Dolcino 1913 circa
Saluzzo (CN)

Saint Jean de la Fidelité

1783

circa

(CN)

Les Adelphes Nomophiles

1811

(CN)

Giosuè Carducci

1908

Savigliano

(CN)

Sincère Union 1783 circa
(CN) La Réunion 1802
(CN) Santorre Santarosa

1868

Torino

(TO)

Saint Jean de la Mystérieuse

1765

(TO)

Nouvelle Espérance

1775

(TO)

L’Espérance

1786

(TO)

La Réunion

1802

(TO)

Amitié Eternelle

1803

(TO)

Les Amis Fidèles de l’Heureuse Union

1811

(TO)

La Bienfaisance

1812

(TO)

La Vérité 1812
(TO) Verità (La) 1812
(TO) Ausonia (prima) 1859
(TO) Cavour (Rito Simbolico) 1861
(TO) Progresso (IL) 1861 circa
(TO) Dante Alighieri

1862

(TO)

Osiride

1862

(TO)

Campidoglio 1863
(TO) Fratellanza 1863
(TO) Marco Polo 1863
(TO) Stella d’Italia 1 1863
(TO) Pietro Micca – Ausonia 1864 circa
(TO) Cristoforo Colombo 1887 circa
(TO) Giordano Bruno 1888
(TO) Ariodante Fabretti

1895

(TO)

Ausonia 2

1899

(TO)

Propaganda 1900
(TO) Popolo Sovrano 1904
(TO) Stella d’Italia 2

1905

(TO)

Fides

1909

(TO)

Italia Nuova 1909
(TO) Lux PDG* 1910 circa
(TO) Galileo Ferraris 1911 circa
(TO) Cavour (Rito Scozzese) 1913 circa
(TO) Eridania 1920 circa
(TO) Giuseppe Garibaldi 1920 circa
(TO) Lux 1920 circa
(TO) Cavour II 1923 circa
(TO) Fenice ( La ) 1923 circa
(TO) Giovanni Bovio 1923 circa
(TO) Santorre Santarosa 1923
(TO) Ventiquattro Maggio 1923 circa
Torre Pellice (TO) Excelsior 1900  
Tortona

(AL) Alberto Leardi 1911 circa
Varallo (VC) Pennina 1911 circa
Vercelli

(VC)

Des Coeurs Unis 1809
(VC) non meglio identificata 1810
(VC) Galileo Ferraris 1913 circa
Verres (AO) Progresso 1893
* All”Obbedienza di Piazza del Gesù

Inoltre nelle LL del Piemonte occorre inserire le seguenti Logge:

Les Vrais Amis Réunis (4.6.1801) all’O. di Nizza Marittima;

La Parfaite Harmonie (22.7.1805) sempre all’O. di Nizza Marittima

Les Amis de la Victoire (31.8.1807) all’O. di Voghera (PV);

Napoleon-Louise (1811 ?) all’O. di Alba (CN).