Pinerolo: ritrovato il più antico tempio massonico

Inquadramento storico della Massoneria a Pinerolo

La Libera Muratoria è presente a Pinerolo da oltre due secoli e mezzo, ed è tra le più antiche d’Italia.

Apportatrice di nuove idee, la Massoneria trovò -nella seconda metà del secolo XVIII- terreno favorevole per costituirsi e svilupparsi nella Città che fu dei Principi d’Acaja-Savoia, nel XIV secolo prima Capitale del Piemonte.

Fig. 1Pinerolo (Pignerol) fortificata in una stampa francese del 1650

La prima Loggia Massonica regolare di Pinerolo, di cui si ha notizia certa, fu la Loge de Saint Jean de la Sincère Union, Régiment de Piémont, Oriente del Piemonte Cavalleria, istituita nel 1758. Sebastiano Giraud, nato a Pinerolo il 19 ottobre 1735, medico e professore all’Ateneo torinese, affiliato nel 1758 a Pinerolo nella Loggia militare quando dirigeva l’infermeria del Reggimento, diffusore delle prime puntate dell’illuministica “Enciclopedia” di Diderot e D’Alembert, fu uno degli elementi di maggior spicco; sarà poi condannato a morte, in contumacia, per giacobinismo e congiura antimonarchica.

La seconda Officina a Pinerolo –Pignerol alla francese- porta il nome di St. Jean des Trois Pins, Loggia di San Giovanni dei Tre Pini (nome che richiama quello della città: Pinerolo); essa fu fondata il 22 Luglio 1768, come risulta nei documenti ritrovati dallo scrivente nel 2005 in Savoia, Francia, all’Archivio Dipartimentale di Chambéry.

Tra le personalità che fecero parte di questa loggia militare pinerolese, (non sappiamo dove si riunisse, come per la precedente Officina, ma si può presumere che la Loggia fosse tracciata in un locale della Caserma di Cavalleria fatta costruire nel 1650 dal marchese di Vauban, architetto militare del Re Sole, Louis 14, imperatore di Francia. Della Loggia si annoverano elementi dell’aristocrazia militare di Cavalleria, borghesi e nobili della città di Pinerolo.

Da quanto si può dedurre, la Loge de Saint Jean des Trois Pins ebbe però vita breve perché ritroviamo gli stessi nominativi nel piè di lista del 1771 della Loggia Saint Jean de la Mystérieuse all’Oriente di Torino, in occasione della sua riorganizzazione.

Il principale personaggio della prima massoneria subalpina è il Conte Gabriele Asinari di Bernezzo, comandante del Reggimento delle Guardie di S. M. a Pinerolo, città ove morirà nel 1803. Egli, nel 1775, sostenuto dal Giraud, portò la Massoneria del Piemonte a livello internazionale, sotto la giurisdizione della Gran Loggia di Londra. Nel 1778, a Torino si crea il Grand Orient Sarde avente come Gran Maestro il pinerolese Conte Asinari di Bernezzo, con le Logge costituite all’obbedienza della Grande Mère Loge Nationale Saint Jean des Trois Mortiers di Chambéry in Savoia, già capitale dello Stato Sabaudo.

Dal 1780 al 1794, avvenne il tramonto della Libera Muratoria in Piemonte: il colpo di grazia fu l’emanazione, il 20 maggio 1794 da parte del Re Vittorio Amedeo III di Savoia, di un editto repressivo contro tutte le associazioni, compresa quella dei Liberi Muratori.

A Pinerolo, dopo le dominazioni francesi del 1500 e del 1600 (quest’ultima famosa per essere stata teatro delle vicende legate alla Maschera di Ferro, al moschettiere D’Artagnan ed al cardinale Richelieu che prende Pinerolo nel 1630), durante il periodo in cui la città subalpina ritorna -per la terza volta- possedimento della Francia di Napoleone, nel 1807 viene ricostituita la Massoneria pinerolese con una Loggia denominata St. Jean de la Parfaite Amitié che si installa nell’ex convento di San Domenico o dei Giacobini, in una sala a piano terra. Negli archivi del GOdF-Grand Orient de France a Parigi esiste un documento datato 15 novembre 1806, avente per oggetto: Nécessité de créer une loge a Pignerol; voyons avec faveur le GOdF donner son accord.

Questa Loggia rimane attiva sino alla fine del periodo napoleonico.

Il personaggio di maggior prestigio fu il Commissario e Prefetto della Provincia di Pinerolo Pierre Geymet, già Moderatore della Chiesa Valdese, il quale fu anche il primo Maestro Venerabile della nuova loggia pinerolese.

Fig. 2 – Pierre Geymet, ex Moderatore della Tavola Valdese, Comandante e Prefetto della Provincia di Pinerolo, primo Maestro Venerabile della Loggia St. Jean de la Parfaite Amitié 1807. Ritratto ad olio, Museo Storico Valdese, Torre Pellice

Tra i membri della Loggia dal 1807 al 1814 spiccano nomi illustri: il già nominato Pierre Geymet, Joseph Biffrari, sindaco di Pinerolo, Giovan-Battista Alliaud, medico, Cipriano Appia, commissario (il cui nipote Louis Appia, medico-chirurgo fu co-fondatore con Henry Dunant della Croce Rossa Internazionale), Michele Buniva, scienziato e docente universitario all’Ateneo di Torino, introduttore della vaccinazione antivaiolosa in Piemonte.

Fig. 3 – Acte de Declaration, 17 Août 1807. Costituzione della Loggia St. Jean de la Parfaite Amitié. Archivio Storico della Città di Pinerolo

A Pinerolo la Massoneria viene ricostituita il 30 Novembre 1902, con la rifondazione di una Loggia intitolata Giordano Bruno, precedentemente attiva in Torino dal 1888, in omaggio al filosofo del libero pensiero, torturato e arso vivo sul rogo, come eretico, a Roma, dall’Inquisizione nel 1600.

L’Officina, che si riuniva nel seicentesco Palazzo Porporato di Via Sommeiller, lo stesso edificio dove all’inizio dell’800 vi era la Loggia napoleonica “St. Jean de la Parfaite Amitié”, rimarrà attiva fino all’avvento del fascismo, quando nel 1925 vengono sciolte le Logge, confiscato Palazzo Giustiniani, arrestati, assassinati, mandati al confino molti esponenti della Libera Muratoria. Tra i massoni pinerolesi di inizio secolo spiccano Ferdinando Gabotto, storico illustre e professore all’Università di Torino, fondatore della Deputazione di Storia Patria ancora attiva oggi, Fortunato Gaja, medico e direttore dell’ospedale civile di Pinerolo, Luigi Gavuzzi, imprenditore, Carlo Patrucco, storico e professore, Alberto Pittavino, giornalista e tipografo, Arturo Prever, industriale, Filippo Seves, preside e fotografo, Enrico Zola, presidente del Veloce Club, sodalizio sportivo ancora esistente.

Fig. 4Labaro storico ottocentesco della RL Giordano Bruno 1888, ora RL Mario Savorgnan d’Osoppo n. 587 all’Oriente di Pinerolo

L’ultimo Maestro Venerabile della Loggia Giordano Bruno fu il Conte Mario Savorgnan d’Osoppo, di antichissima famiglia veneta, personaggio che tra Ottocento e Novecento animò la vita culturale e politica di Pinerolo, fondatore della Croce Verde, consigliere della Croce Rossa, assessore comunale, antifascista, socialista, musicofilo. In questi anni frequentarono la Massoneria Pinerolese altri celebri personaggi, tra i quali spicca lo scrittore Edmondo De Amicis che a Pinerolo dedicherà il libro Alle Porte d’Italia, scritto nella Villa Maffei, sulla pinerolese collina di San Maurizio.

Archeologia massonica: la straordinaria scoperta di un antico Tempio a Pinerolo

Alcuni anni or sono un professionista pinerolese, l’Arch. Fioravanti Mongiello, segnalava allo scrivente un enigmatico locale che aveva rinvenuto in un edificio che stava ristrutturando nel centro storico di Pinerolo, e presentò alcune fotografie che mostravano una sala sotterranea alla quale si accedeva da un passaggio nascosto con una botola a pavimento e scala a chiocciola che partiva da una sala del piano terreno e raggiungeva il piano cantinato.

Fig. 5Pinerolo. Il palazzo sei-settecentesco che conserva un antico Tempio Massonico risalente al XIX secolo. (Foto D. Seglie)

Dall’esame delle fotografie fu subito evidente che si trattava di un Tempio massonico, miracolosamente conservatosi nei secoli.

Alcune difficoltà logistiche, legate ai lavori di restauro generale dell’edificio seicentesco, non consentirono un sopralluogo immediato. La proprietà e l’architetto garantirono di conservare e di non alterare i particolari della sala sotterranea. Nel mese di Agosto 2016, fu finalmente possibile ispezionare il locale ed eseguire rilievi fotografici.

Lo scantinato, di circa 50 mq a pianta quadrangolare con volta a botte alta al centro circa 3,40 m, è completamente intonacato. Tutta la volta è dipinta di azzurro e sono ancora infisse alcune stelle metalliche, ormai molto scure e corrose perché ossidate. La parete di fondo e le altre pareti, sono pitturate in rosso scuro; quella di fronte alla porta di ingresso reca una iscrizione che segue l’arco della volta.

Fig. 6 Pinerolo. La botola che consente il passaggio da una sala del piano terreno ai vani sotterranei. (Foto F. Mongiello)

Fig. 7 Pinerolo. La scala a chiocciola per raggiungere i locali sotterranei. (Foto F. Mongiello)

Le singole lettere, alte circa 10 cm, sono tracciate incise secondo una criptografia che i primi scopritori non avevano potuto interpretare. Eseguito il rilevamento preciso di tutti i segni, è incontrovertibilmente risultato che si tratta di lettere dell’alfabeto segreto massonico, in uso fin dal XVIII secolo. Si legge MASSONERIA UNIVERSALE e, più sotto, due acronimi, COM su un lato e IFA dall’altro lato, rimasti -al momento- senza spiegazione in quanto si decifrano solo i tre puntini posti a triangolo, come si usa ancora oggi nelle abbreviazioni massoniche. Il colore ai muri fu dato solo dopo che erano state costruite le boiserie di rivestimento alle pareti, sistemato l’Oriente e gli stalli a Meridione ed a Settentrione, poiché si nota lo stacco tra le zone di colore differente. Sulla volta, sopra il posto che era occupato dal seggio del MV, si vede ancora l’impronta che ha lasciato una probabile applique, forse metallica, col Delta raggiante.

Fig. 8 – Pinerolo. La parete rossa della sala sotterranea, definita Oriente, dove si nota la criptografia che segue l’arco della volta, scritta con le lettere dell’alfabeto massonico; in alto due rimanenti stelle metalliche di quelle che ornavano la volta celeste. (Foto D. Seglie)

Fig. 9 – Pinerolo. Il colore sulle pareti del Tempio fa risaltare a negativo le superfici occupate dai sedili che erano collocati lungo le pareti laterali. In alto la scritta criptica MASSONERIA. (Foto F. Mongiello)

L’ eccezionale ritrovamento e la straordinaria conservazione di questo Tempio fa assurgere questa scoperta a un unicum di archeologia massonica; probabilmente questo edificio è da annoverarsi tra i più antichi locali storici massonici oggi presenti in Italia.

Attribuire l’età di questo Tempio è cosa non facile in quanto non sappiamo dove erano collocati i Templi delle prime due Logge che furono operanti a Pinerolo; quella del 1758, Loge de Saint Jean de la Sincère Union, Régiment de Piémont, Oriente del Piemonte Cavalleria e la seconda del 1768: Loge de Saint Jean des Trois Pins. Essendo logge militari è pensabile che non avessero una sede fissa per potersi riunire in Tornata seguendo gli spostamenti del Reggimento.

Inoltre, la scritta del Tempio è in italiano e non in francese, lingua ufficiale in Piemonte durante il secolo XVIII.

La Loggia successivamente sorta a Pinerolo è del 1807, durante la dominazione francese di Napoleone primo. La Loggia denominata St. Jean de la Parfaite Amitié durerà fino al 1814; la lingua corrente è sempre il francese.

Fig. 10Pinerolo. Criptografia massonica che campeggia sulla parete dell’antico Tempio, ad Oriente, dove si legge: MASSONERIA UNIVERSALE e, più sotto, due enigmatici acronimi, COM su un lato e IFA dall’altro lato.

Col Congresso di Vienna e col ritorno di Pinerolo sotto il dominio di Casa Savoia, dal 1814 la Massoneria viene interdetta negli Stati Sabaudi. Ecco che a questo punto diventa plausibile supporre la creazione di una Loggia segreta, col Tempio accessibile in modo completamente riservato, dove i Fratelli, passando dall’interno dell’appartamento del piano terreno per scendere al piano entroterra attraverso una botola e con la scala a chiocciola, permetteva loro di accedere al locale rituale della Loggia senza che occhi profani potessero vedere i movimenti delle persone. La scritta che campeggia ad arco sulla parete ad Oriente, in italiano, è consona alla lingua in uso in quel periodo negli Stati Sabaudi. Una seconda ipotesi, considerando che il palazzo -dove esiste l’antico Tempio- nel sec. XIX divenne proprietà e dimora dei Conti Savorgnan, potrebbe essere quella di un uso segreto di questo antico locale da parte dei Fratelli Massoni di Pinerolo dopo il 1925, durante la chiusura delle Logge a causa del decreto fascista di Mussolini.

In ogni caso, si tratta di un antico e rarissimo manufatto massonico, un Tempio che è arrivato fino ai giorni nostri, sia pure senza arredi, con le caratteristiche strutture murarie dipinte e istoriate in discrete condizioni di conservazione.

Una autentica rarità per una archeologia urbana massonica che, fino ad ora, ha pochi confronti.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

ADS RDT 26 F: Archivi dipartimentali della Savoia, Bibliothèque de l’Académie de Savoie, Fondo 26 F 1. 26, Chambéry.

ADS BAS 86: Archivi dipartimentali della Savoia, Bibliothèque de l’Académie de Savoie, tomo 86, Chambéry.

Bracco Alberto: La Massoneria piemontese. Ed. Il Punto, Torino, 1996.

Caffaro Pietro: Notizie e documenti della Chiesa pinerolese, 1° Vol. – Tip. Chiantore-Mascarelli, Pinerolo, 1900.

Carutti Domenico: Storia della Città di Pinerolo, 1897. – Atesa Ed., Bologna, 1984. (Ried. Anastatica).

Comba Augusto: Valdesi e Massoneria, due minoranze a confronto. – Ed. Claudiana, Torino, 2000.

De Pinedo Ario (Seglie Dario): La Massoneria in Savoia ed in Piemonte dalle origini al 1814, in L’ipotenusa, N. 6. Pinerolo, 2005.

Maruzzi Pericle: Notizie e documenti sui Liberi muratori in Torino nel sec. XVIII – Bollettino Storico-Bibliografico Subalpino, anno XXX, n. I-II, pag. 115, F.lli Bocca Librai, Torino, 1928.

Maruzzi Pericle: La Stretta Osservanza Templare e il regime Scozzese Rettificato in Italia nel secolo XVIII. – Atanòr, Bologna, 1990.

Menzio Adele: Storia della Massoneria in Piemonte. Settecento – Ottocento, Circolo Culturale Carignano, Torino, 1996.

Morero Vittorio: La Società Pinerolese in cinquant’anni di storia (1900-1950). – Tipografia Giuseppini, Pinerolo, 1964.

Parisi F. Antonio: Lineamenti di storia di Pinerolo, 3 a edizione. – Tipografia PP. Giuseppini, Pinerolo, 1968

Patrucco Carlo: Il Settecento. Pagine di Vita Pinerolese, 1° Vol. – Biblioteca Storica Subalpina, 1899.

Pittavino Alberto: Storia di Pinerolo e del suo circondario. – Tipografia Sociale Ed., Pinerolo, 1886.

Pittavino Arnaldo: Storia di Pinerolo e del pinerolese. – Bramante Ed., Milano, 1963.

Seglie Dario: Cenni di storia della Massoneria a Pinerolo, in Massoneria Oggi. Rivista ufficiale del Grande Oriente d’Italia, Anno V – N. 5-6, Ottobre – Dicembre. Roma, 1998.

Seglie Dario: in AAVV, 250 anni di Massoneria nel Pinerolese (1758 – 2008). Supplemento de L’Ipotenusa n. 12, Pinerolo, Giugno 2008.

Seglie Dario: in AAVV, Pinerolo, cenni di storia della Massoneria dal 1758. Pinerolo, Ottobre 2008.

Vialardi di Sandigliano Tomaso: Contributi per una storia della Massoneria in Piemonte: all’Oriente dei Reggimenti piemontesi, – Studi Piemontesi, Vol. XXX – fasc. 1, pag. 151, Centro Studi Piemontesi, Torino, Marzo 2001.

 

 

Democrazia e altro – Pensare senza corrimano – di Lino Sacchi

DEMOCRAZIA E ALTRO

Pensare senza corrimano

di Lino Sacchi

Se morirà, la nostra democrazia, non sarà
“in una fiammata”. Morirà nel suo letto,
come la contessa ottuagenaria nei film di una volta, sorretta da cuscini e circondata dai dolenti.
Tra i quali mancheranno gli intellettuali,
che si saranno per tempo adeguati al nuovo corso.

Questo libro nasce dall’interesse dell’autore
per un problema che considera più importante del Covid-19 e del cambiamento climatico. Si parla della incertissima evoluzione del nostro sistema di convivenza, alla quale è dedicata la prima parte del libro. Gli scritti brevi che formano la seconda parte sono dedicati ciascuno a un’unica parola, di natura tale da alimentare
discussione e incomprensioni. Chiude il libro
una terza parte più visionaria e divertita, in
cui si rinnova brillantemente l’italica arte del-
la satira.
In qualche misura, l’impostazione del libro è
suggerita dal titolo stesso – una citazione di
Hannah Arendt; la scelta è stata dire l’argomentazione
«politicamente scorretta», visto che del «politicamente corretto» (ormai promosso a pensiero unico) dovremmo averne fin sopra i capelli. Un libro provocatorio e spesso urticante che sovverte molti luoghi comuni e ci invita a leggere la realtà che ci circonda fuori da ogni schema precostituito.

^^^^^^^

Rosalino Sacchi, già ordinario di Geologia
nell’Università degli Studi di Torino, già geologo vagante nella tradizione degli allievi di Ardito Desio, è socio nazionale dell’Accademia delle Scienze di Torino. Un giovanile diploma di socio pianista dell’Accademia Filarmonica di Bologna
gli consente di vantarsi consocio di Amedeo
Mozart. Prolungati studi di geologia dell’Africa sub-sahariana (e marocchina col CeSMAP di Pinerolo e l’INSAP di Rabat) gli hanno consentito di conoscere allo stesso modo il mondo dei ricchi e quello dei poveri, di entrambi maturando una visione disincantata.

Corso Orale di Massoneria Simbolica – di Henri Cauchois – Parigi 1863

 

CORSO  ORALE DI MASSONERIA  SIMBOLICA

di Henri Cauchois

Parigi 1863

Cours oral de franc maçonnerie symbolique, Paris 1863

DAL PREAMBOLO

La Massoneria è stata considerata, in differenti epoche, come nemica del trono e dell’altare, ed è incorsa, di conseguenza, nelle persecuzioni di parecchi sovrani e nelle scomuniche di parecchi papi.

Senza risalire al di là del diciottesimo secolo, ecco l’indicazione sommaria dei principali fatti a tal riguardo:

14 settembre 1737 –Sentenza del Chatelet di Parigi, che proibisce le riunioni massoniche.

04 maggio 1738 -Bolla di condanna e scomunica di papa Clemente XII contro i massoni.

27 dicembre 1738 -Arresto di parecchi massoni riuniti a Parigi per celebrare la festa dell’ordine.

03 marzo 1745 – Ordinanza dei magistrati di Berna contro la Massoneria.

18 maggio 1751 -Conferma di papa Benedetto XIV, della bolla di Clemente XII, rinnovata poi dai papi: Pio VII, Leone XII e Pio IX.

02 luglio 1751 – Editto di Carlo III, re di Napoli, contro i massoni.

21 maggio 1757 – Il F. ‘ . Tournon, Francese è arrestato a Madrid, e gettato nelle prigioni dell’inquisizione, per crimini di massoneria.

21 marzo 1791 – Sentenza dell’inquisizione di Roma, che condanna a morte Cagliostro, creatore del rito egizio.

18 settembre 1814 – L’inquisizione confisca i beni del F. ‘ . Bevilacqua, nella sua qualità di massone.

11 gennaio 1815 – Dichiarazione del grande inquisitore di Spagna, che riporta che i massoni che non si autodenunceranno, saranno trattati seguendo tutto il rigore delle leggi.

9 aprile 1821 – Editto del re di Napoli, che pronuncia la pena di morte contro i massoni, e li fa giudicare dalla Corte marziale.

25 giugno 1823 – Decreto del re del  Portogallo, che sopprime la Massoneria da questo regno.

25 agosto 1823 – Il console generale di Russia, a Londra, ingiunge al vice-console russo dell’impero britannico di rinunciare a far parte dell’istituzione massonica.

21 aprile 1824 – Decreto di Francesco IV, duca di Modena, contro la Massoneria.

10 febbraio 1825 -Cinquanta allievi del collegio di Madrid sono arrestati per aver formato una loggia massonica.

15 ottobre 1825 -M. de Calomarde ingiunge a tutte le autorità spagnole di impiccare, entro tre giorni, ogni individuo arrestato in una loggia di Massoneria, o  dappertutto, all’esterno, se è rivestito dei simboli di questa società.

04 maggio 1838 – Monita et statuta dei vicari apostolici inglesi, interdicono l’iniziazione massonica.

14 gennaio 1839 -Editto del cardinale Firrao, che vieta, sotto pena di morte, negli Stati Romani, le riunioni massoniche.

20 aprile 1842 -Thomas, vescovo di Oléna, in Irlanda, vieta ai confessori di dare l’assoluzione ai massoni.

16 settembre 1842 -L’arcivescovo di Tuan (Irlanda) denuncia, in una bolla, le pratiche della Massoneria come eretiche.

Dal Preambolo

Gli autori di questi atti ignorano dunque, che la Massoneria, non contenta di interdire ai suoi adepti ogni discussione di politica e di religione, prescrive loro il rispetto di tutte le autorità costituite, di tutte le religioni riconosciute? Ecco una di quelle aberrazioni dello spirito umano che il progresso della “luce” sembrerebbe dover rendere possibile, attualmente.

E tuttavia, recentemente ancora, nelle isole Mauritius, dei massoni sono stati privati dei sacramenti della chiesa cattolica e della sepoltura cristiana, per quanto fossero persone raccomandabili, soltanto a causa della loro qualità di massoni.

Che pensare dei ministri, emesso un parere ciecamente? Non è il caso di dire: al G. ‘ .A. ‘ .D. ‘ .U. ‘ .  : “Perdona loro, non sanno quello che fanno?”

Affrettiamoci ad aggiungere che il clero francese ha ben altrimenti e ben meglio compreso la propria missione, quando, su domanda del G. ‘ . O. ‘ . di Francia, ha celebrato, nella chiesa Notre – Dame di Parigi, un servizio funebre per i massoni cattolici ai quali il clero delle isole Mauritius aveva rifiutato le sue preghiere.

Speriamo che ben presto tutti i governi e tutte le religioni comprendano infine che, ben lungi dal nuocere loro, la Massoneria presenta al contrario l’appoggio più utile, poiché possa sviluppare e fortificare tutti i sentimenti umanitari e civici, morali e religiosi.

Permettetemi, concludendo, di ricordare il memorabile esempio che è offerto a tutte le nazioni dalla repubblica Elvetica. Un terreno, appartenente allo Stato, è stato donato dal governo ai massoni di Ginevra, per la costruzione di un tempio massonico alla gloria del     G. ‘ .A. ‘ .D. ‘ .U. ‘ .. Possa questo nuovo tempio della Saggezza ottenere una miglior fortuna di quello di Salomone, perpetuare di anno in anno la dottrina massonica e propagare eternamente le sue opere buone !

H. Cauchois,Parigi 1863 – (Traduzione di Giuseppe Lucatorto)

Il testo completo, tratto dall’originale francese, sarà presto pubblicato, per la prima volta in Italia, dalle Edizioni de L’Ipotenusa. 

(ds)

Logge Storiche Piemontesi- Elenco cronologico dal 1745 al 1923

  1. Collegio Circoscrizionale dei MMVV del Piemonte e Valle d’Aosta- Logo
  2. LOGGE STORICHE PIEMONTESI

  3. (già nel sito web G.O.I.)

  4. (Elenco cronologico aggiornato, Maggio 2005, e Gennaio 2014, a cura di Dario Seglie, Marco Novarino e Paolo Casavecchia)

 

Piemonte, dal 1745 al 1923

 

Oriente Loggia Data

Acqui

(AL)

La Philanthropie 1810
(AL) Staziella 1 1864 circa
(AL) Staziella 2 1911 circa
(AL) Cesare Battisti 1918
Alessandria (AL) Sincère Union

1768

(AL)

La Bienfaisance 1802
(AL) La Paix

1802

(AL)

Les Amis de Napoléon le Grand (nome originario)

Les Amis de Napoléon le Grand du Parfait Accord (nome dal 1810)

1806

(AL) Gagliaudo 1869
(AL) Carlo A. Valle 1884
(AL) Verità e Fede 1892
(AL) Andrea Vochieri 1906
(AL) Verità e Fede – Andrea Vochieri 1913 circa
(AL) Vita Nova 1923 circa
Aosta (AO) Excelsior 1920 circa
Asti

(AT)

La Bienfaisance 1801
(AT) Vittorio Alfieri 1 1864 circa
Alba (CN) Alba Pompeia

1876

(CN)

Cosmopolita 1880 circa
(CN) Vittorio Alfieri 2 1903 circa
Bardonecchia (TO) Giosuè Carducci 1913 circa
Biella (VC) Verità 1903
Casale Monferrato (AL) Saint Jean de la Constante Amitié

1765

(AL) La Candeur 1 1788
(AL) La Candeur 2 1807
(AL) Giosuè Carducci

1908

Cuneo

(CN)

La Parfaite Union

1802

(CN)

L’Heureuse Union 1803
(CN) Roma 1864 circa
(CN) Vagienna (o Vagenne) 1864 circa
(CN) Unità – Libertà 1866
(CN) Vita Nova 1908
Domodossola (NO) Trento e Trieste 1914
Forno Canavese (TO) Liberi Canavesani 1905
Ivrea

(TO)

La Sincère et Parfaite Union 1809
(TO) Progresso (Il) 1899 circa
Mondovì (CN) Fratellanza 1861 circa
(CN) Vita Nova 1905
(CN) Fiamma e Vita 1923 circa
Novara (NO) Ugo Foscolo 1879
(NO) Indipendenza 1888
(NO) Giuseppe Garibaldi 1905
(NO) Iride 1923 circa
Novi Ligure (AL) Domenico Figini 1914
(AL) La Confiance 1745
(AL) La Confiance

1810

Pinerolo

(TO)

(TO)

Saint Jean de la Sincere Union, Régiment de Piemont, Oriente del Piemonte Cavalleria

Saint Jean   des Trois Pins

1758

 ===

 ===

 ===

  ===

1768

 ===

(TO)

St Jean de la Parfaite Amitié

1807  
(TO) Giordano Bruno 1902  
Rivarolo Canavese (TO) Forti e Uniti 1913 circa
Rivoli (TO) Fides 1906
Romagnano Sesia (NO) Fra Dolcino 1913 circa
Saluzzo (CN)

Saint Jean de la Fidelité

1783

circa

(CN)

Les Adelphes Nomophiles

1811

(CN)

Giosuè Carducci

1908

Savigliano

(CN)

Sincère Union 1783 circa
(CN) La Réunion 1802
(CN) Santorre Santarosa

1868

Torino

(TO)

Saint Jean de la Mystérieuse

1765

(TO)

Nouvelle Espérance

1775

(TO)

L’Espérance

1786

(TO)

La Réunion

1802

(TO)

Amitié Eternelle

1803

(TO)

Les Amis Fidèles de l’Heureuse Union

1811

(TO)

La Bienfaisance

1812

(TO)

La Vérité 1812
(TO) Verità (La) 1812
(TO) Ausonia (prima) 1859
(TO) Cavour (Rito Simbolico) 1861
(TO) Progresso (IL) 1861 circa
(TO) Dante Alighieri

1862

(TO)

Osiride

1862

(TO)

Campidoglio 1863
(TO) Fratellanza 1863
(TO) Marco Polo 1863
(TO) Stella d’Italia 1 1863
(TO) Pietro Micca – Ausonia 1864 circa
(TO) Cristoforo Colombo 1887 circa
(TO) Giordano Bruno 1888
(TO) Ariodante Fabretti

1895

(TO)

Ausonia 2

1899

(TO)

Propaganda 1900
(TO) Popolo Sovrano 1904
(TO) Stella d’Italia 2

1905

(TO)

Fides

1909

(TO)

Italia Nuova 1909
(TO) Lux PDG* 1910 circa
(TO) Galileo Ferraris 1911 circa
(TO) Cavour (Rito Scozzese) 1913 circa
(TO) Eridania 1920 circa
(TO) Giuseppe Garibaldi 1920 circa
(TO) Lux 1920 circa
(TO) Cavour II 1923 circa
(TO) Fenice ( La ) 1923 circa
(TO) Giovanni Bovio 1923 circa
(TO) Santorre Santarosa 1923
(TO) Ventiquattro Maggio 1923 circa
Torre Pellice (TO) Excelsior 1900  
Tortona

(AL) Alberto Leardi 1911 circa
Varallo (VC) Pennina 1911 circa
Vercelli

(VC)

Des Coeurs Unis 1809
(VC) non meglio identificata 1810
(VC) Galileo Ferraris 1913 circa
Verres (AO) Progresso 1893
* All”Obbedienza di Piazza del Gesù

Inoltre nelle LL del Piemonte occorre inserire le seguenti Logge:

Les Vrais Amis Réunis (4.6.1801) all’O. di Nizza Marittima;

La Parfaite Harmonie (22.7.1805) sempre all’O. di Nizza Marittima

Les Amis de la Victoire (31.8.1807) all’O. di Voghera (PV);

Napoleon-Louise (1811 ?) all’O. di Alba (CN).

Logge Storiche del Settecento in Italia – Elenco cronologico

  1. LOGGE STORICHE

  2. DEL SETTECENTO IN ITALIA

  3. (già nel sito web G.O.I.)

  4. (Elenco cronologico aggiornato, Gennaio 2014, a cura di Dario Seglie)

Le Logge del Settecento in Italia

Oriente Loggia Regione

Data

 

  1. Napoli
  2. Firenze
Perfetta Unione

Degli Inglesi (cosiddetta)

Campania

Toscana

1728

1732

  1. Roma
Roman Lodge Lazio

1735

 

  1. Milano
Non meglio identificata Lombardia

1739

  1. Novi Ligure (Al)
La Confiance Piemonte

1745

 

  1. Napoli
Larnage prima (cosiddetta) Campania

1745

  1. Venezia
Non meglio identificata Veneto

1746

 

  1. Genova
Compagnia della Felicità (cosiddetta) Liguria

1747

  1. Vicenza
Non meglio identificata Veneto

1750

circa
  1. Genova
Compagnia della Stella Liguria

1750

circa
  1. Verona

La Vrai Lumière

Veneto

1750

circa
  1. Napoli
Larnage seconda (cosiddetta) Campania

1750

circa
  1. Aversa (Ce)
Virtù (La) Trionfante (prima) Campania

1750

circa
  1. Napoli
Moncada (cosiddetta) Campania

1751

Carafa (cosiddetta) Campania

1751

Tschudi (cosiddetta) Campania

1751

Di Sangro (cosiddetta) Campania

1751

Alla Stella Campania

1757

circa
  1. Pinerolo (To)

Saint Jean de la Sincere Union, Régiment de Piemont, Oriente del Piemonte Cavalleria

Piemonte

1758

  1. Palermo
San Giovanni di Scozia Sicilia

1762

circa
  1. Napoli

Les Zelées (De’ Zelanti)

Campania

1763

La Sècrète (o Del Segreto) Campania

1764

La Candeur Campania

1764

  1. Messina
De’ Costanti

Sicilia

1765

 

  1. Torino

Saint Jean de la Mystérieuse

Piemonte

1765

  1. Casale Monferrato(Al)

Constante Amitié

Piemonte

1765

 

  1. Livorno

S. Jean la Solitaire

Toscana

1766

circa
  1. Augusta

La Fidélité

Sicilia

1766

 

  1. Napoli

Perfect Union Lodge n 368

Campania

1768

  1. Alessandria
Sincère Union Piemonte

1768

 

  1. Pinerolo (To)

Saint Jean des Trois Pins

Piemonte

1768

  1. Napoli

La Bien Choisie

Campania

1769

La Zélée et la Sécrète

Campania

1770

L’Harmonie Campania

1770

La Singulière Campania

1770

  1. Livorno

Lodge of Perfect Union

Toscana

1771

 

Lodge of Sincere Brotherly Love

Toscana

1771

 

  1. Venezia
L’Union (o Unione) Veneto

1772

  1. Napoli
L’ Amicizia Campania

1773

circa
La Pace Campania

1773

 

Zelo – Gran Loggia Nazionale dello Campania

1773

 

Della Vittoria 1 Campania

1774

 

L’Amitié Campania

1774

circa
La Renaissance (o Renaissant) Campania

1774

 

L’Uguaglianza Campania

1774

 

San Giovanni del Segreto e dell’Amicizia Campania

1774

 

  1. Caltagirone (Ct)
Degli Intraprendenti Sicilia

1774

circa
  1. Trieste
La Concordia Trieste

1775

 

  1. Napoli
L’Humanité Campania

1775

circa
  1. Torino

Nouvelle Espérance N 479

Piemonte

1775

 

  1. Terlizzi (Ba)
Dell’Ospitalità Puglia

1775

  1. Cremona
S. Paolo Celeste (prima) Lombardia

1776

circa
  1. Catania
Ardore (Dell’) Sicilia

1776

  1. Roma

L’Amitié à l’Epreuve

Lazio

1776

 

  1. Napoli

Les Mystères d’Hermès

Campania

1777

  1. Padova
L’Amore del Prossimo Veneto

1778

 

  1. Genova
La Fidélité Liguria

1778

  1. Messina
non meglio identificata

Sicilia

1778

 

English Lodge n 510

Sicilia

1778

 

  1. Palermo
English Lodge (non meglio identificata)

Sicilia

1779

Marie au Temple de la Concorde

Sicilia

1779

  1. Venezia
Fedeltà (La) Veneto

1780

 

  1. Napoli
Della Vittoria 2 Campania

1780

La Verità

Campania

1780

English Lodge N 430

Campania

1780

  1. Messina
Della Conciliazione

Messina

1782

 

  1. Genova

Old British and Ligurian

Liguria

1782

  1. Cremona
L’Aurore de la Lombardie Lombardia

1782

 

  1. Milano
La Concordia 1 Lombardia

1783

  1. Saluzzo (Cn)
Fidelité Piemonte

1783

circa
  1. Savigliano (Cn)
Sincère Union Piemonte

1783

circa
  1. Tropea (Cz)
L’Amor della Patria

Calabria

1784

  1. Trieste

Harmonie et Concorde Universelle

Friuli Venezia Giulia

1784

circa
  1. Gorizia
Zur Freimuthigkeit (Alla Franchezza) Friuli Venezia Giulia

1784

  1. Parghelia (Cz)
La Buona Speranza Calabria

1784

 

  1. Cremona
S. Paolo Celeste 2 Lombardia

1784

  1. Venezia
Rio Marin (cosiddetta) Veneto

1785

circa
  1. Torino
L’Espérance Piemonte

1786

  1. Napoli
La Philantropia Campania

1786

circa

  1. Roma

La Réunion des Amis Sincères

Lazio

1787

  1. Genova

S. Jean des Vrais Amis Réunis

Liguria

1787

 

  1. Palermo

La Vraie Lumière

Sicilia

1787

  1. Casale Monferrato (Al)
La Candeur (prima) Piemonte

1788

 

  1. Perugia
I Forti Umbria

1788

  1. Barletta (Ba)
non meglio identificata Puglia

1789

 

  1. Palermo
Figli (I) di Bruto Sicilia

1790

circa
Rigenerazione Sicilia

1791

  1. Vibo Valentia (Cz)
Vibonese 1 Calabria

1793

 

  1. Bergamo
non meglio identificata Lombardia

1796

circa
  1. Livorno

Des Amis de la Parfaite Union

Toscana

1796

 

  1. Siena
Illuminati Toscana

1797

  1. Milano
Amor di Patria Lombardia

1797

 

  1. Spoleto (Pg)
Non meglio identificata Umbria

1798

  1. Reggio Calabria
Non meglio identificata Calabria

1799

circa

 

 

Suddivisione in cinque periodi

Regione

1728
1792

1792
1815

1816
1859

1860
1914

1915
1931

Totale

Abruzzo

0

10

0

22

3

35

Basilicata

0

5

0

30

3

38

Calabria

2

33

0

64

15

114

Campania

31

61

3

155

43

292

Emilia

0

12

3

60

16

91

Lazio

3

8

0

105

18

134

Liguria

5

7

4

85

13

114

Lombardia

5

22

0

73

29

129

Marche

0

4

0

40

14

58

Molise

0

1

0

5

8

14

Piemonte

10

20

1

84

15

130

Puglie

2

18

4

110

10

144

Sardegna

0

0

0

35

4

39

Sicilia

14

1

5

343

41

404

Toscana

4

12

7

217

31

271

Trentino

0

0

0

0

9

9

Umbria

2

4

1

28

4

39

Veneto

7

6

3

37

13

66

Venezia Giulia

3

2

0

15

16

36

Totale

88

226

31

1509

305

2159

 

Le Logge italiane suddivise per decenni

 

 

Lumen Vitae – Rivista massonica degli anni ‘950

Lumen Vitae – Rivista massonica degli anni ‘950.

LUMEN VITAE – La prima copertina della Rivista Massonica del G.O.I. Roma, anno I – N 1, Gennaio 1954. Si noti come il titolo sia “Lumen”; diverrà “Lumen Vitae” dal N. 2 del Febbraio 1954.

Da una antica collezione privata di riviste massoniche (si ringrazia il Dr. Gianni Scialanga) abbiamo avuto la possibilità di avere a disposizione la completa prima annata del 1954.

Prossimamente, le prime dodici Riviste del 1954 di “Lumen Vitae” saranno messe on line in formato e-book a disposizione del pubblico. 

LUMEN VITAE – INDICE ANNATA I – 1954

La rivista Lumen Vitae, organo del Grande Oriente d’Italia, rimase attiva fino al 1959, quando cessò le uscite e fu sostituita da L’Ipotenusa che venne distribuita per alcuni anni come rivista nazionale per volere del Gran Maestro Giordano Gamberini.

Copertina della Rivista L’Ipotenusa 1959-1964 – Volume in ristampa anastatica, 2010

La rivista L’Ipotenusa, fondata da Augusto Comba e da Riccardo Sacco nel 1959 proseguì le pubblicazioni e, tranne qualche breve interruzione, continuò ad essere edita fino ad oggi.

(ds)

Mario Misul (1936 – 2020) – In Memoriam

Mario Misul

Il Grande Oriente d’Italia abbruna i labari per il passaggio all’Oriente Eterno dell’ex Gran Maestro Aggiunto Mario Misul

Il Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani abbruna i Labari per il passaggio all’Oriente Eterno del carissimo fratello Mario Misul. Nato il 21 dicembre del 1936 a Torino, ingegnere, dirigente Olivetti, venne iniziato nella Loggia Galileo Ferraris nell’aprile del 1964 per poi passare alla Costantino Nigra di Ivrea nel 1994. Nel corso della sua lunga militanza nell’Istituzione, ha ricoperto importanti incarichi a livello circoscrizionale nel Collegio Piemonte-Valle d’Aosta ed a livello nazionale, dove è stato Gran Maestro Aggiunto nella Giunta Raffi dal 1999 al 2003. Membro onorario di numerose Officine piemontesi ha sempre trasmesso con umiltà e saggezza i valori della Fratellanza.
Il Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani nel ricordo di questo illustre fratello si stringe in catena attorno ai familiari e ai suoi fratelli di Loggia della Costantino Nigra di Ivrea. Fu anche un alto esponente del RSAA; in Piemonte e Valle d’Aosta fu sempre ascoltato e seguito. Fu insignito dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce Scozzese e Membro onorario del Supremo Consiglio.

Il Centro di Documentazione Ipotenusa si inchina al suo passaggio all’Oriente Eterno.

R.I.P.

(ds)

 

Il Capodanno Celtico è arrivato; Un Nuovo Ciclo sta Cominciando

IL CAPODANNO CELTICO E’ ARRIVATO; UN NUOVO CICLO STA COMINCIANDO

IL DILEMMA DELL’ETERNO RITORNO O DELL’ETERNA PROGRESSIONE

UN SOLSTIZIO PERSONALE

Dario Seglie

Tutti gli uomini e le donne vorrebbero poter guardare lo scorrere della vita come si guarda un film sullo schermo; il cambiamento di scena, di tempo e di spazio danno allo spettatore un potere che costituisce una parte del fascino della cinematografia: lo spettatore si sente “fuori”, è come un demiurgo che resta fermo mentre tutto cambia. Ma fuori dal buio metafisico della sala di proiezione, l’umanità ripiomba nella vita che scorre, che cambia, che muta microsecondo per microsecondo. L’attuale nostra cultura e civiltà è ormai persuasa di percorrere una via rettilinea, in qualche caso definita progresso, che sposta l’esperienza alle nostre spalle, in una sorta di lago del tempo nel quale tutto viene inghiottito, dagli eventi storici a quelli personali della microstoria di ognuno e di tutti. Ma quale è allora il senso delle stagioni, dei mesi, del succedersi degli anni ? La azioni rituali che ci coinvolgono, anche inconsciamente, ripetitive, come i compleanni e principalmente i capodanni, ci fanno tornare ad epoche remote, quando il tempo non si rappresentava con una linea retta tra due assi cartesiani, ma con una ruota che, come un fiabesco carillon, riporta “a nuovo” ogni giro che finisce e che ricomincia.

***

Il braccio del suonatore di organetto è stanco di far girare la manovella, il disco perforato è fermo, la musica è cessata, la scimmietta non balla più.

Questa scena rappresenta la vita, ma anche il ritmo degli eventi. I Celti, oltre due millenni or sono, in queste stesse nostre contrade alpine, nella notte tra il 31 di Ottobre il 1° di Novembre celebravano il Capodanno (Samhain), con feste notturne caratterizzate da grandi fuochi attorno ai quali la gente ballava, cantava, mangiava e beveva. La luce dei fuochi era indispensabile perché in quella notte, proprio quando un ciclo annuale finiva e ne incominciava un altro, le forze del Caos potevano squarciare il tempo dell’Ordine e quindi irrompere nel mondo dei vivi mescolandovi anche i morti. Questa irruzione andava contrastata con appositi rituali, con barriere di fuoco e di fiori, come i girasoli apotropaici messi a guardia sui frontoni delle case, con colori chiari dipinti sugli architravi per impedire il prevalere delle forze delle tenebre. Col sorgere del sole e con l’inizio del nuovo anno, il ciclo riprendeva il suo cammino normale. Si ristabiliva l’Ordine ed il Caos era nuovamente allontanato dalla vita degli uomini: Ordo ab Chao, come recitano le antiche formule.

Ma vi è un altro Capodanno che si avvicina, quello che celebreremo a due mesi da oggi, subito dopo Natale. Ma anche qui attingiamo a ritmi stagionali antichissimi, questa volta legati al Sole, l’astro che dà vita e calore, il corpo celeste che ogni giorno nasce e muore, in una infinita ciclicità. Ma è proprio a Natale che pareva agli antichi, grandi osservatori del cielo, che il Sole stesse perdendo luce e calore e che le tenebre sopravanzassero. Il Sole è al punto più basso nei cieli di Mezzogiorno: è il giorno più corto dell’anno, la notte più lunga ! Allora occorrono riti, preghiere, invocazioni, sacrifici, offerte affinché il Dio Sole risorga e torni a dominare e sorreggere la vita degli uomini.

Siamo giunti al Solstizio d’Inverno, al punto del ciclo cosmico dove il Dio rinasce, per i popoli dell’emisfero settentrionale; è il Natale di Mitra, di Gesù. E’ festa, l’augurio del buon Anno Nuovo è sottolineato dallo scambio di doni che, anche se non giungono dall’ estremo Oriente a dorso di cammello e simbolicamente ricchissimi, ma sono più prosaicamente recapitati da un express courier, da un postino, da un commesso di vineria o di libreria, fanno ugualmente il miracolo: ci fanno capire che il ciclo riparte, che la vita non si sviluppa secondo una traiettoria rettilinea, ma secondo una successione di eventi che eternamente ritornano, descrivendo non una circonferenza bensì una spirale, dove ad ogni giro si percorrono tempi e spazi mai percorsi prima.

Il nostro ciclo personale, anche se oggi la biochimica ed altre tecnologie ci consentono di percorrere un po’ più di strada, è pur sempre un attimo nell’immensità del tempo universale. Ed allora concediamoci il lusso di una pausa, un Solstizio personale, per riflettere sui valori autentici che possono portare un piccolo ma indispensabile contributo alla costruzione del futuro, di un futuro fondato sulla pace e sulla tolleranza, dono di Buone Feste per noi, ma soprattutto per i nostri figli e per i figli dei nostri figli. E per i figli delle case accanto, bianchi, gialli, rossi e neri.

Le ricorrenze dei Santi e dei Morti, collocate all’inizio di un nuovo ciclo agrario con San Martino di Tours che taglia il mantello, cioè separa l’anno vecchio da quello nuovo, ci connettono alle epoche passate per guardare al futuro.

Blue skies for our children and for our children’s children.

Dario Seglie

1° Novembre 2020

21 Dicembre 2020

Quintino Sella (1827 –1884) Scienziato, Statista e Massone ?

QUINTINO SELLA

(1827 –1884) Scienziato, Statista e Massone ?

Giovanni Ferraris

Quintino Sella è nato il 7 luglio del 1827 a Sella di Mosso (Biella), ottavo dei venti figli di Maurizio e di Rosa Sella. La famiglia era ivi attiva nel settore laniero fin dal Seicento; dal 1835 trasferisce a Biella la propria attività e costruisce il complesso posto in sponda sinistra del torrente Cervo ora sede della Fondazione Sella onlus e di attività connesse con la Banca Sella. Dopo la morte del padre nel 1844, Quintino coadiuva il fratello Giuseppe Venanzio nella gestione dell’azienda, sebbene professionalmente impegnato come scienziato e statista. Nel 1853 Quintino sposa la cugina Clotilde Rey, che gli darà sette figli. All’età di 57 anni muore il 14 marzo 1884 nella sua abitazione di Biella; è sepolto nel cimitero monumentale di Oropa in una tomba a forma di piramide, un’architettura che ha alimentato la convinzione di una sua appartenenza alla Massoneria.

Domenico Morelli, Ritratto di Quintino Sella. Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino.

Secondo i piani della famiglia, Sella frequenta il corso di laurea in matematica presso l’Università di Torino e si laurea in ingegneria idraulica nel 1847 sotto la guida del prof. Carlo Ignazio Giulio. Accetta quindi la proposta di questi e si reca a Parigi presso l’École des Mines per approfondire gli studi in campo minerario, settore allora fondamentale per il Regno Sabaudo. A Parigi, affascinato dall’insegnamento del prof. Henri Sénarmont, si appassiona agli aspetti cristallografici della Mineralogia. Ritornato in patria, pur impegnato dal governo sabaudo in campo minerario, nel dicembre del 1852 viene nominato professore di Geometria applicata alle arti presso il Regio Istituto Tecnico di Torino che, per suo impulso, diventerà Scuola di Applicazione per gli ingegneri nel 1859, precursore del Politecnico di Torino fondato nel 1906. Dal 1853 insegna anche Matematica presso l’Università di Torino. In tale periodo Quintino si applica allo studio cristallografico dei minerali in stretto contatto con Sénarmont e l’allievo di questi, Alfred Des Cloizeaux, intrattenendo con entrambi un proficuo scambio epistolare.

In particolare Sella è attratto dagli aspetti matematici della Cristallografia ottenendo prestigiosi riconoscimenti internazionali. Dal 1854 al 1861 si concentrano quasi tutti i suoi lavori scientifici nel campo della cristallografia teorica e di quella morfologica. Il ruolo internazionale di Sella tra i padri della cristallografia è definitivamente sancito nel 1906, quando i suoi più importanti contributi cristallografici sono ripubblicati in tedesco. Gli è dedicata la specie minerale sellaite.

 

Mai nella sua vita Sella tralascerà la sua passione per la Cristallografia e la scienza in generale che, tra l’altro, egli servirà alla grande rifondando l’Accademia nazionale dei Lincei a Roma capitale dell’Italia unita; dal 1874 al 1884 fu presidente della rifondata accademia che aveva le sue radici nel primo Seicento. Tuttavia, nel 1860 Sella cede alle pressioni di Camillo Cavour e viene eletto deputato del collegio di Cossato; da allora l’impegno politico diventerà per lui prioritario quale autorevole rappresentante della Destra storica. Ministro delle Finanze nel 1862 e nel 1864, quando, unico caso nello stato italiano, porta al pareggio il bilancio statale anche proponendo provvedimenti impopolari quali l’imposta sul macinato. Nel 1870 presenta il progetto di legge volto all’istituzione delle casse di risparmio postali; verrà approvato nel maggio del 1875. Ancora Ministro delle Finanze dal 1869 al 1873. Nel 1873 viene eletto presidente del consiglio provinciale di Novara, carica che gli verrà riconfermata fino alla fine dei suoi giorni. Nel 1881 fallisce un suo tentativo di formare un nuovo esecutivo.

Diario della salita al Monviso, di Quintino Sella – 1863

Appassionato alpinista, nel 1863 a Torino Sella e una quarantina di soci fondano il Club Alpino che due anni dopo diverrà Club Alpino Italiano.

A Quintino Sella è intitolata la Camera capitolare del RSAA, all’Or:. di Biella. Pure l’obbedienza della Gran Loggia d’Italia gli intitola una loggia, sempre a Biella. Tuttavia, non esiste documentazione che ne comprovi l’affigliazione alla Massoneria. Sulla questione lasciamo la parola allo storico della Massoneria Augusto Comba che ha scritto quanto segue. “Su un’ipotetica qualità massonica di Quintino Sella corsero sempre molte voci, rese apparentemente plausibili dall’azione decisiva svolta da lui nel 1870 per troncare il problema di Roma e quindi del potere temporale del papato, e dall’impostazione scientifica del suo pensiero. Ma nella misura in cui ci è stato possibile esplorare la stampa e i documenti massonici del secolo scorso non abbiamo trovato conferma di una tale qualità, bensì piuttosto espressioni sparse di ammirazione verso di lui dei massoni, simili peraltro a quelle dedicate a personaggi eminenti della democrazia e del pensiero laico. Sembra peraltro che non vi siano dubbi su quanto sopra, considerando la duplice testimonianza resa con molta chiarezza in proposito da Corradino, figlio di Quintino Sella, e resa nota da Venanzio, cugino di Corradino, in una lettera all’Eco di Biella del 22 novembre 1973. I documenti qui riportati consistono anzitutto in una lettera del 30 aprile 1931 di Corradino a Venanzio, che rievoca un suo colloquio col padre, avvenuto verso il 1880, in cui venne messo in guardia contro l’eventuale proposta di farsi massone, con queste parole: “Nel caso, spero bene che tu, dati i consigli, precetti, ed anche esempi che ti dò continuamente, tu non vorrai affiliarti alla Massoneria. Tu conosci 1a mia avversione profonda alle società segrete, ove entrando non conosci tutto ciò a cui ti impegni, e che vincolerebbe la tua libertà. Tu sai la mia massima di dire sempre la verità e quindi di non essere vincolato da altri a tacerla, come pure di non subire imposizioni per favorire una od altra persona”.”

Un caso analogo a quello di Sella per l’intitolazione di logge massoniche (N. 10 Or di Vercelli e N. 17 Or di Torino) ad un noto personaggio di cui non vi sono prove di affiliazione alla Massoneria è Galileo Ferraris (1847-1897) di cui ho trattato in un mio articolo su L’Ipotenusa (vedi bibliografia). La fama di persona generosa che, a beneficio dell’umanità, non aveva brevettato la sua importante invenzione del motore elettrico a campo magnetico rotante, ben corrispondeva agli ideali massonici, cosicché scrivevo: “Non è strettamente necessario che Galileo Ferraris sia stato iniziato alla Massoneria per giustificarne l’elevazione a simbolo da parte dell’Istituzione.”

Si può concludere che il mito di Sella massone è maturato in un’epoca in cui la presenza massonica nelle istituzioni italiane era assai diffusa e si identificava con le convinzioni laiche, talvolta anticlericali, di una illuminata e preparata classe dirigente, anche credente, ma convinta della necessità di una netta separazione tra Stato e Chiesa. In questa categoria di ipotetici Massoni, localmente, oltre a Quintino Sella e a Galileo Ferraris, ricordo qui Giovanni Faldella (1846-1926) che con entrambi fu in relazione (vedi il mio articolo su Sella citato in bibliografia). Sottolineo che nessuno dei tre figura nell’elenco digitalizzato di affiliati alla Massoneria consultabile presso gli archivi del Grande Oriente d’Italia (GOI), elenco che, seppur con lacune, risale almeno al 1870. L’ipotesi di affiliazione alla Massoneria di Faldella, prolifico ed apprezzato scrittore della Scapigliatura, deputato e senatore, che abitava a Saluggia, è rafforzata dalla sua frequentazione di casa Ferraris nella confinante Livorno Ferraris. Localmente il salone di tale casa signorile è tuttora ritenuto luogo di riunione di una loggia massonica attiva in quell’epoca; la convinzione si basa sulle decorazioni del salone interpretate come simboli massonici, quando invece chiaramente rappresentano arte e mestieri. In epoca precedente la loggia di casa Ferraris sarebbe stata frequentata anche dal medico romagnolo Luigi Carlo Farini (1812-1866), affiliato al GOI, che si trasferì esule in Piemonte nel 1849 dopo la caduta della Repubblica Romana; dal 1852 fu medico a Saluggia per qualche anno.

Bibliografia

Augusto Comba, Quintino Sella e la massoneria, in “Quintino Sella tra politica e cultura 1827-1884, Atti del convegno nazionale di studi (Torino, 24-25-26 Ottobre 1984)”, a cura di Cristina Invernizzi, pp. 309-313. Torino, 1986.

Giovanni Ferraris, La R:. L:. Galileo Ferraris N. 10 Or:. di Vercelli, “L’Ipotenusa”, vol. 22, pp. 71-78. Pinerolo, 2010.

Giovanni Ferraris, Quintino Sella tra matematica, cristallografia e mineralogia, “Atti dei Convegni Lincei”, vol. 269, pp. 207-235. Roma, 2013.

Guido Quazza, L’utopia di Quintino Sella. Torino, 1992.

250 anni della Massoneria nel Pinerolese 1758 – 2008

250 anni della Massoneria nel Pinerolese 1758 – 2008

Pubblicato nel 2008 sotto gli auspici del Grande Oriente d’Italia, il volume raccoglie i documenti storici delle logge massoniche nel territorio di Pinerolo a partire dalle origini.

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Acte de Déclaration

Nous soussignés, demeurant tous à Pignerol voulant former une Société de francmaçon, pour se conformer au Vau de la Loi, déclarons conformément à l’Art.e 16 tit.e 1r de la Loi du 19 et 22 Juillet 1791 au Greffe de la Mairie de Pignerol que notre Société se réunira dans le bâtiment du ci-devant Couvent des Jacobins, et tous les jours ; Nous demandons a Monsieur le Secrétaire de la Mairie acte de la déclaration ci dessus par nous faite.

          Cejourdhui –  17 Aout 1807.

Mochia St Michel

      CBosnasco     –      Simondi     –      Marauda col. Res.

 Ciprien Appia   –     Alliaud –   Tournade

Costa          –          Labatut

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CENNI DI STORIA DELLA MASSONERIA A PINEROLO

dal 1758

La Libera Muratoria è presente a Pinerolo da almeno due secoli e mezzo, ed è tra le più antiche d’Italia. Vi aderiscono uomini indipendenti e animati da uno spirito desideroso di novità e di verità, con il preciso fine di scuotere la tirannide e limitare il predominio politico delle varie congregazioni religiose. Apportatore di nuove idee l’ideale massonico trovò così facilmente terreno favorevole per costituirsi e svilupparsi.

La Massoneria speculativa moderna, erede delle gilde antiche e delle corporazioni di arti e mestieri medievali, nacque a Londra il 24 Giugno 1717, il giorno di S. Giovanni d’Estate. In Italia le prime Logge furono fondate a Firenze nel 1733 e a Roma nel 1735. La libertà di pensiero e di ricerca della conoscenza che costituisce l’anima del pensiero massonico, spinge il papa Clemente XII ad emanare una bolla diretta contro l’Ordine Massonico già nel 1738. Così il Tribunale dell’Inquisizione arresta nel 1739 a Firenze Tommaso Crudeli e Pietro Giannone a Torino, perché massoni e autori di pubblicazioni sulla libertà di pensiero.

La prima Loggia Massonica regolare di Pinerolo, di cui si ha notizia certa, fu la Loge de Saint Jean de la Sincère Union, Régiment de Piémont, Oriente del Piemonte Cavalleria, istituita nel 1758.

Sebastiano Giraud, nato a Pinerolo il 19 ottobre 1735, medico e professore all’Ateneo torinese, affiliato nel 1758 a Pinerolo nella Loggia militare, quando reggeva l’infermeria del Reggimento, diffusore delle prime puntate dell’illuministica “Enciclopedia” di Diderot e D’Alembert fu uno degli elementi di maggior spicco; sarà poi condannato a morte, in contumacia, per giacobinismo e congiura antimonarchica.

ENCYCLOPEDIE messo in ordine e pubblicato da:
M. DIDEROT & M. D’ALEMBERT
Parigi, 1751

Il principale personaggio della prima massoneria subalpina è il Conte Gabriele Asinari di Bernezzo, comandante del Reggimento delle Guardie di S. M. a Pinerolo, città ove morirà nel 1803. Egli, nel 1775, sostenuto dal Giraud, portò la Massoneria del Piemonte a livello internazionale, sotto la giurisdizione della Gran Loggia di Londra.

Nel 1778, a Torino si crea il Grand Orient Sarde avente come Gran Maestro il Conte Asinari di Bernezzo, con le Logge costituite all’obbedienza della Grande Mère Loge Nationale “St. Jean des Trois Mortiers” di Chambery in Savoia, già capitale dello Stato Sabaudo.

PIERRE GEYMET (1753 – 1822)
Governatore napoleonico di Pinerolo, vice-Prefetto della Provincia, ex Moderatore della Tavola Valdese, Primo MV della RL La Parfaite Amitié, GOF, 1807

Introduzione al testo:

250 anni della Massoneria nel Pinerolese 1758 – 2008

La base della storia massonica nel suo complesso resta essenzialmente quella delle singole logge. Lo vediamo confermato nell’importante volume dedicato recentemente da Margaret C.Jacob alla Massoneria Illuminata, dove lo specifico della massoneria europea del Settecento ( che è in larga misura lo specifico della massoneria tout court) si ricava appunto dai documenti e dalle vicende delle singole officine. La struttura stessa delle logge è un elemento essenziale del messaggio che la massoneria trasmette al mondo in cui si colloca. Tanto è vero che , come scrive la Jacob, nel Settecento “ la forma della loggia diventò uno dei principali canali di trasmissione della nuova cultura politica basata sul costituzionalismo”, consistente e positivo apporto, secondo la storica americana, della massoneria al secolo dei Lumi.

In Italia vi sono alcuni argomenti su cui i mass media diffondono quasi esclusivamente informazioni arbitrarie, dando le notizie più bizzarre, senza verificarle in base alla pur esistente ed accessibile documentazione. Forse l’argomento più soggetto a questo trattamento è la realtà del protestantesimo; ma subito dopo il protestantesimo la maggior beneficiaria di questa sistematica disinformazione è la massoneria.

Orbene, il modo più sicuro per adulterare le notizie che interessano la massoneria e per conferire ad essa un volto artificiosamente deformato consiste nel presupporre l’esistenza di un soggetto unico e concretamente agente nella realtà, che sarebbe, appunto, “ la Massoneria” . Sta di fatto, invece, che questo soggetto unico non esiste: esistono tutt’al più quelle federazioni nazionali di logge che si denominano Grandi Logge o Grandi Orienti; ma nel loro ambito tuttavia le realtà più compatte e significative sono di gran lunga le singole logge.

Ciò che veramente esiste, nella massoneria, è la Loggia.

Per quanto modesta abbia a essere la somma di testimonianze che si raccoglieranno nelle pagine che seguono, riteniamo quindi, in base a questa premessa, che esse, oltre a documentare alcune vicende di storia locale, faranno comprendere meglio che cos’è la Massoneria.

AUGUSTO COMBA

(ds)

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